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Tutto quello che sapete sul Venezuela è falso: il convegno dei maduristi italiani

L'Anpi provinciale di Roma, con in testa Arlacchi e Castellina, organizza un evento in difesa del dittatore di Caracas

16 Aprile 2019 alle 13:16

Venezuela

Nicolás Maduro (foto LaPresse)

L'inflazione che ha battuto tutti i record? Una crescita del pil ridotta ai minimi termini e come mai era accaduto nella storia in un paese non coinvolto in una guerra? Tre milioni di profughi che potrebbero diventare otto? Le violazioni massicce dei diritti umani? Una gestione delle risorse petrolifere che ha ridotto la produzione dell'80 per cento in 20 anni? Le condizioni disastrose del Venezuela guidato da Nicolás Maduro sono state certificate dall'Onu (con le sue principali agenzie), da tutte le organizzazioni che si occupano di diritti umani, dai più autorevoli centri studi e dalla gran parte dei giornalisti. Ma secondo l'Anpi, Pino Arlacchi e Luciana Castellina si tratta di fake news. Al punto da dedicare al tema un incontro, “Venezuela tra ingerenze e fake news”, in agenda mercoledì 17 aprile, alle 18, alla Casa della Memoria di Roma.

 

Uno dei promotori è Italia-Venezuela Bolivariana, e tra i relatori ci sono tutti i principali “cantori” del regime di Maduro. Su tutti merita di essere citato Fabrizio Verde, direttore dell'Antidiplomatico, che lanciò la velina sull'export in Italia di coltan venezuelano “certificato”. Tanto “certificato” che l'ambasciata italiana non ne sapeva nulla e che, appena arrivato a Trieste, è stato subito sequestrato dalla Guardia di Finanza.

 

L'altro promotore è, per l'appunto, l'Anpi provinciale di Roma. Il presidente Fabrizio De Sanctis introdurrà i lavori seguito dagli interventi, tra gli altri, di Arlacchi e Castellina. Il primo, amico di Falcone e Borsellino, già parlamentare del Pds e dell'Ulivo, eurodeputato socialista e sottosegretario dell'Onu, lo scorso 6 aprile sul Fatto Quotidiano, ha già spiegato come la situazione venezuelana sia, in realtà, figlia della politica di Donald Trump. “L’operazione Guaidó – ha scritto – è stata preceduta da una vasta campagna mediatica tesa a convincere tutti – a cominciare dagli stessi venezuelani – che i guai del Venezuela non derivano dalle feroci sanzioni americane e dal crollo del prezzo del petrolio ma sono esclusiva opera del governo Maduro”.  

   

Insomma, il cattivo è Trump e chi lo segue sta compiendo un'ingerenza nei confronti di uno stato sovrano. Ovviamente ben altra cosa sono i cubani che sono stati denunciati come torturatori di venezuelani, i cubani in uniforme venezuelana sempre più onnipresenti, il voto dell'Assemblea costituente in cui è stata chiesta la fucilazione di Guaidó con quel grido di “paredón”, che nello spagnolo del Venezuela è ignoto ed è invece tipicamente cubano. Quella dell'Avana no, non è ingerenza.

   

  

Forse abbiamo capito, trattandosi di un incontro sulle fake news i relatori avranno il compito di raccontarne alcune. Finalmente un convegno che mantiene ciò che promette.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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