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Il Venezuela, Salvini e la difesa della democrazia come valore negoziabile

Il vicepremier leghista condanna gli orrori di Maduro. Ma la posizione del governo è inconciliabile con le sue dichiarazioni 

30 Aprile 2019 alle 20:32

Il Venezuela, Salvini e la difesa della democrazia come valore negoziabile

Foto LaPresse

Al direttore - Martedì Salvini ha detto con chiarezza che con Maduro non si può stare. Resta un punto da chiarire: è la posizione di Salvini o la posizione del governo?

Luca Zino


   
Sul Venezuela Matteo Salvini ha scelto di stare dalla parte giusta della storia, condannando gli orrori di Maduro e dando il suo sostegno a Guaidó. La posizione dell’Italia, purtroppo, è molto diversa da quella di Salvini e non a caso poco tempo fa Maduro ha mandato dei ringraziamenti ufficiali al nostro governo. Il punto ora è molto semplice da capire: se per Salvini la difesa della democrazia è un valore negoziabile, la posizione dell’Italia resterà ambigua come è oggi; se per Salvini la difesa della democrazia è un valore non negoziabile, la posizione dell’Italia dovrà cambiare a costo di rompere l’equilibrio del governo. Fino a quando le cose giuste che dirà Salvini resteranno nell’ambito dei valori negoziabili, Salvini resterà un leader solo chiacchiere, distintivo e libri con CasaPound.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • pereoto

    pereoto

    01 Maggio 2019 - 22:10

    C’è qualcosa che non capisco? Perchè la CGIL, il manifesto, l’ANPI difendono o gustificano un satrapa che continua a massacrare centinaia di venezuelani? C’è qualcosa che non capisco perchè quei giovani morti nelle strade e periferie di Caracas o Tachira non contino nulla o valgano meno di un giovane italiano...che so, di Regeni o Cucchi? Perchè? Perchè sono latinoamericani? Perchè si ritiene scontato che in Venezuela la vita valga meno che in Italia? O perchè quei giovani protestano contro un massacratore, ma “dei nostri”, con il pugno alzato? Non contano i 3.4 milioni di venezuelani che hanno abbandonato il loro paese, in una diaspora che non ha precedenti nel continente, per penuria e la violenza? Deve esserci sicuramente qualcosa che non capisco: perchè cio che non accetteremo in Italia diventa invece, per alcuni, giusto o meritevole di omertà altrove?

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  • pereoto

    pereoto

    01 Maggio 2019 - 01:01

    Con un regime militare come quello di Maduro al potere da piu di 20 anni non sembra possibile purtroppo una soluzione “tarallucci e vino”. Mussolini dopo 20 anni sono dovuti intervenire gli alleati, e i partigiani, altrimenti restava al potere come Franco fino a che nemmeno il polmone artificiale potè mantenerlo in vita. Speriamo solo che Guiadó (o chiunque altro) porti il venezuela ad elezioni democratiche, trasparenti, anche con Maduro candidato se volete (del quale però ritegno debba farsi carico la CPI per crimini contro l’umanita) e che vinca chi ha l’appoggio dei venezuelani.

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