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Così Macron si prepara a domare il Dragone

Dopo l'Italia Xi Jinping arriva in Francia. Ma la visita sarà molto diversa da quella nel nostro paese: pochi accordi commerciali e, martedì, il vertice con il presidente francese, Merkel e Juncker

23 Marzo 2019 alle 20:48

Così Macron si prepara a domare il Dragone

Emmanuel Macron e Xi Jinping ad Amburgo nel 2017 (foto LaPresse)

Parigi. Martedì scorso, una trentina di auto diplomatiche con bandiera cinese hanno fatto un sopralluogo a Beaulieu-sur-Mer, per preparare una visita che nel ridente comune della Costa Azzurra viene definita “hors-norme”, senza precedenti. La visita è quella di Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, che domenica sera, accompagnato dalla moglie, sarà ospite di Emmanuel Macron e Brigitte a Villa Kérylos, splendida cornice di ispirazione greca dove lo chef dell’Eliseo, Guillaume Gomez, e la sua squadra, prepareranno una raffinata cena mediterranea, cercando di mettere subito di buon umore il leader di Pechino.

 

Durerà tre giorni la sosta di Xi Jinping in terra francese, una sosta diplomatico-commerciale che fa seguito alla tournée italiana del presidente cinese e alla firma del Memorandum d’intesa tra Italia e Cina sulla Nuova via della seta (2,5 miliardi di accordi, “20 potenziali”, ha detto oggi il ministro dello Sviluppo economico italiano Luigi Di Maio). Domenica, prima di raggiungere Emmanuel e Brigitte a Villa Kérylos, Xi Jinping farà tappa a Nizza, dove passerà anche la notte, e a Monaco, per un incontro con il principe Alberto II e la principessa Charlène (con Alberto II c’è un ottimo rapporto, perché il principato ha già firmato un accordo con il gruppo delle telecomunicazioni cinese Huawei e sarà il primo paese interamente coperto dalla tecnologia 5G).

 

Lunedì, la coppia cinese salirà a Parigi, e lì sarà il momento di parlare di accordi commerciali, e in particolare del contratto di vendita di 184 Airbus che aspetta soltanto di essere finalizzato, dopo il viaggio a Pechino di Macron all’inizio dello scorso anno. Martedì, invece, sarà il momento più delicato della tournée europea per Xi Jinping, perché a Parigi arriveranno la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, un fronte unito europeo per mostrare alla Cina che l’Europa non è un terreno di conquista, che gli europei non sono ingenui dinanzi alle sue mire espansionistiche, ma anche per lanciare un avvertimento a chi, come l’Italia, si muove con troppa autonomia, rischiando di destabilizzare l’asse euroatlantico.

 

“Ci saranno degli scambi approfonditi sulle relazioni sinofrancesi, le relazioni sinoeuropee e le questioni internazionali e regionali di comune interesse”, ha riferito una fonte ufficiale cinese alla vigilia della visita di Xi Jinping, che si iscrive anche nel quadro del 55esimo anniversario del riconoscimento della Repubblica popolare cinese da parte di Charles de Gaulle e l’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra Parigi e Pechino. Secondo quanto sussurrato da un diplomatico francese al magazine Challenges, i cinesi considerano il viaggio in Francia di Xi Jinping più come “una visita di cortesia” che una tappa fondamentale per firmare “una valanga di contratti”.

 

Sempre secondo le informazioni di Challenges, fatta eccezione per la finalizzazione della commessa di 184 veivoli Airbus, non dovrebbero essere firmati altri grossi contratti. Informazioni confermate anche dal quotidiano economico Les Echos, che a proposito del megacontratto da 10 miliardi che Orano (ex Areva) vorrebbe firmare per costruire una fabbrica di trattamento e riciclaggio dei combustibili usati in Cina scrive che “le discussioni vanno a rilento” e che “non dovrebbero esserci progressi importanti” durante la visita di Xi Jinping.

 

Insomma, tra Parigi e Pechino sembra esserci uno stand-by generale sulla Nuova via della seta. Macron, per sbloccare le trattative e favorire l’accesso delle merci esagonali nel mercato cinese, ha promesso di tornare in Cina il prossimo autunno, ma intanto si concentra sull’appuntamento di martedì, che ritiene il più importante della visita in Francia di Xi Jinping. Davanti al “rivale sistemico dell’Ue”, ma anche al “partner strategico”, come ha definito la Cina durante una conferenza stampa a Bruxelles, il presidente francese, Merkel e Juncker ribadiranno l’importanza del principio di reciprocità nei confronti di Pechino e della Nuova via della seta. I due obiettivi principali dell’incontro sono l’instaurazione di “un dialogo di verità e fiducia tra l’Ue e la Cina” e l’ottenimento di “risultati concreti, in particolare durante il vertice Ue-Cina del 9 aprile, durante il quale verranno discussi alcuni accordi sugli investimenti e le indicazioni geografiche”, stando a quanto riferito a Reuters da una fonte dell’Eliseo. Il minivertice di martedì, che alcuni hanno definito “controvertice” per indicare lo smarcamento di Macron dalla posizione del governo italiano, si inserisce in un contesto di discussione diretta tra gli Stati Uniti e la Cina sulle questioni commerciali, un tema sul quale l’Europa “non ha intenzione di essere una semplice spettatrice”, ha specificato la stessa fonte. Il capitolo dei diritti umani potrebbe essere evitato da Macron, anche se le pressioni sono molto forti. Grace Meng, moglie dell’ex capo dell’Interpol Meng Hongwei, attualmente imprigionato in Cina dopo essere stato arrestato nel settembre del 2018, ha scritto sul Monde una lettera aperta affinché Macron evochi con Xi Jinping la sua sorte. Macron, in cinese, si scrive Ma-Ke-Long, che significa “il cavallo che doma il dragone”. È quello che sperano gli europeisti.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha anche scritto un libro, Macron. La rivoluzione liberale francese, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, la cucina emiliana, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    24 Marzo 2019 - 12:12

    I francesi antichi e attuali colonialisti si approcciano a Ping ( copy-write Di Maio) con la copertina sfilacciata della passata grandeur ,quasi da pari a pari. La Italietta con il solito cappello in mano.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    24 Marzo 2019 - 10:10

    Scusate ma il titolo è una battuta ovvero Macron come Togni ?

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  • Simone33

    23 Marzo 2019 - 23:11

    Cit. "quanta prostituzione intellettuale"

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