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Chi imbroglia i giovani non è l’Europa

Una lezione di Coeuré ricorda perché è il sovranismo che azzera il futuro

16 Marzo 2019 alle 06:00

Chi imbroglia i giovani non è l’Europa

Foto LaPresse

Quali fasce di età hanno più subìto in Europa la crisi economica? La retorica antieuropea sostiene che le classi medie e gli anziani hanno pagato pegno all’Unione europea e ancora più alla moneta unica. Lo testimonia la composizione dei maggiori partiti euroscettici: Lega, Front National francese, Ukip nel Regno Unito. Alle elezioni del 4 marzo 2018 il maggior numero degli elettori di Matteo Salvini aveva tra 50 e 64 anni. In Francia alle presidenziali di aprile 2017 gli over 65 hanno votato al primo turno in prevalenza per Marine Le Pen e il postgollista François Fillon, e Le Pen ha mietuto consensi anche tra operai e impiegati. Quanto ai brexiteers del giugno 2016, sono stati per il 58 per cento over 65 e in grande maggioranza operai manifatturieri e agricoltori. Letti al contrario questi dati dimostrano chi siano i grandi assenti e i contrari all’euroscetticismo: i giovani e le persone con titoli di studio più elevati. Ben il 64 per cento dei giovani britannici aveva votato per restare nella Ue, così come le percentuali più basse degli elettori leghisti sono i laureati (11,3), i diplomati (14,3) e gli studenti (15).

   

Egualmente Le Pen aveva mietuto consensi tra chi non era arrivato al diploma, Macron tra gli universitari, specializzati, con istruzione superiore. Ai giovani si è rivolto mercoledì sera, alla Bocconi, Benoît Coeuré, membro francese dell’esecutivo della Bce. Se avesse tenuto conto delle convinzioni dei bocconiani Coeuré avrebbe potuto andare sul sicuro; al contrario non ha nascosto che la “generazione euro” sia la più penalizzata: “Sarà la prima nel Dopoguerra che guadagnerà meno di chi l’ha preceduta, che avrà minor reddito, che soprattutto soffre di più la disoccupazione”. Per inciso dalle statistiche risulta che in tutti i maggiori paesi (Germania, Francia, Regno Unito, Italia) chi ha più di 65 anni non ha affatto perso reddito, anzi lo ha migliorato soprattutto oltre Manica. Eppure i giovani non protestano contro l’Europa, che amano girare senza paura in lungo e in largo, anche per lavoro; caso mai vanno in piazza contro l’inquinamento. Ma l’Italia, con l’unico governo euroscettico attua politiche tutte pro pensionati (quota 100) e destinate non a chi ha faticato per studiare e specializzarsi (reddito di cittadinanza). Ragazzi, che imbroglio a vostro danno.

Redazione

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