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La scalata dell’islam in Germania

A Berlino e dintorni convince poco il nuovo libro di Thilo Sarrazin sulla minaccia musulmana in Europa

9 Settembre 2018 alle 06:00

La scalata dell’islam in Germania

Foto LaPresse

Milano. Ovvio, la concomitanza temporale tra l’uscita, giovedì scorso, del nuovo libro di Thilo Sarrazin Feindliche Übernahme” (“Scalata ostile-Come l’islam ostacola il progresso e minaccia la società”) e i tumulti che da una settimana tengono con il fiato sospeso Chemnitz, è stata del tutto casuale. Gruppi dell’estrema destra, provenienti da tutta la Germania, si sono ritrovati nella città della Sassonia (ex Germania dell’est) in seguito all’omicidio di un 35enne tedesco. A essere sospettati dell’assassinio sono un iracheno e un siriano. Ma per Thilo Sarrazin, ex tesoriere del sindaco socialdemocratico di Berlino Klaus Wowereit, si trattata di una coincidenza probabilmente tutt’altro che negativa.

 

Già nel 2010 Sarrazin aveva fatto parlare di sé con il suo La Germania si autoelimina. Nello stesso stigmatizzava l’(in)capacità di integrazione dei musulmani nella cultura tedesca, il loro disinteresse a integrarsi e, a ben vedere, la loro incapacità genetica di inserirsi. A tutto ciò si aggiungeva il basso livello di istruzione. La stampa si era scatenata contro di lui, accusandolo di fomentare rigurgiti antidemocratici. Una parte del Partito socialdemocratico ne aveva chiesto l’espulsione. Diversa, invece, la reazione di molti tedeschi, che non solo erano corsi a comprare il libro, ma si erano riconosciuti anche nelle conclusioni: la Germania è un paese che rischia di essere fagocitato da questi nuovi arrivati.

 

Non è che nel libro appena uscito Sarrazin abbia cambiato registro o temi. Lui stesso scrive di non aver cambiato opinione su nessuno di quei punti messi in luce allora, confortato peraltro dal ritrovarsi in compagnia di illustri colleghi saggisti e commentatori, critici quanto lui rispetto al pericolo rappresentato dal crescente numero di musulmani nel paese. Tra questi vi sono la scrittrice di origine turca Necla Kelek, il politologo di origine siriana (ex membro dei Fratelli Musulmani prima di ritrovare la retta via) Hamed Abdel-Samad.

 

Cinque le tematiche trattate nel nuovo libro: l’islam come religione; il mondo islamico dall’Arabia all’Indonesia; le società islamiche problematiche; i musulmani nelle società occidentali; cosa fare. “Una sorta di variazione sul tema del libro di Michel Houellebecq Sottomissione, senza averne però la scioltezza stilistica”, scrive il Tagesspiegel di Berlino. Sarrazin torna di nuovo sul tema “dell’arretratezza del mondo islamico”, sul dogma della “sottomissione” e sul “potere sclerotizzante” di questa religione nei confronti di qualsiasi manifestazione artistica. L’unica forza di cui, secondo l’autore, dispongono i paesi musulmani. è quella “dell’incremento demografico” (…) “Mentre assai deboli si mostrano nel creare benessere, nel fornire adeguata istruzione e nella ricerca scientifica e tecnologica”. E di nuovo conclude che prima o poi l’islam diverrà anche in occidente la religione “predominante”. Da qui dunque il titolo “Scalata ostile”. 

 

Ora si potrebbe obiettare che il Tagesspiegel è di stampo progressista, per cui non proprio obiettivo. Il fatto è che anche quotidiani come la Frankfurter Allgemeine e Handelsblatt di area conservatrice hanno scritto recensioni negative. Particolarmente duro il giudizio della Faz. Sarrazin ha dato grande risalto al fatto che questa volta, anziché attingere a osservazioni in presa diretta di quanto accade in Germania, ha preso in mano il Corano che “ho voluto leggere di persona, in tedesco, visto che non conosco l’arabo”. Peccato, annota la Faz, che Sarrazin da neofita quale ammette di essere, non abbia sentito il bisogno di affiancare a questa lettura qualche approfondimento esplicativo. “Da qui le sue considerazioni piuttosto superficiali circa la ripetitività del testo. Con qualche lettura di appoggio avrebbe saputo che la ripetitività è solo l’introduzione a contesti ogni volta diversi”. Il giornale di Francoforte mette poi in luce gli errori macroscopici di deduzione, come quella di affermare che il credente venga considerato “un eletto solo per aver abbracciato questa fede. La Sura 3:11 prospetta questa tipo di elezione solo nella misura in cui una persona si adoperi attivamente per la pace sociale”. E poi i molti strafalcioni: Sarrazin colloca il Sudan nel Maghreb, fa confusione tra gli alawiti siriani (noti anche come nusayiri) e gli aleviti turchi, non distingue tra laicismo e secolarismo. Il libro non aveva nemmeno convinto l’editore abituale di Sarrazin, motivo per il quale Scalata ostile è uscito dal FinanzbuchVerlag di Monaco, un editore che pubblica normalmente libri su tematiche economico-finanziarie. Un incidente di percorso che però non ha fatto altro che aumentare l’interesse per il saggio.

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Commenti all'articolo

  • tenen314

    09 Settembre 2018 - 19:07

    Concordo con Sarrazin che i musulmani si mostrano "assai deboli ... nel fornire adeguata istruzione e nella ricerca scientifica e tecnologica." Di tutti i premi Nobel per discipline scientifiche - circa mille - solo due sono stati attribuiti a musulmani (peraltro attivi in istituzioni occidentali). Per fare un paragone, circa duecento premi Nobel sono stati attribuiti ad ebrei. Cento volte di più. Fra l'undicesimo ed il tredicesimo secolo vi fu nella umma una discussione asperrima sul rapporto fra fede e ragione. Prevalse allora (e da allora) la tesi che la fede prevale sulla ragione. Se una sasso lasciato libero cade, la spiegazione occidentale è la forza di gravità. Per un musulmano il sasso cade perché Allah ha deciso così, ma avrebbe anche potuto decidere di farlo schizzare verso l'alto. Con queste premesse la umma sarà sempre più un problema (il consistente contributo all'aumento della popolazione mondiale), e non la soluzione (il necessario sviluppo scientifico e tecnologico).

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