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L’ultimo treno dell’Europa. Intervista a Boualem Sansal sul suo nuovo romanzo

“L’immigrazione rischia di trascinare voi europei in una guerra civile e a noi nordafricani ci priva della migliore gioventù”

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

4 Settembre 2018 alle 06:17

L’ultimo treno dell’Europa. Intervista a Boualem Sansal sul suo nuovo romanzo

Birmingham, la preghiera dei musulmani nella festa del Eid-al-Adha (foto LaPresse)

Ute Von Ebert è l’erede di un impero industriale. Vive a Erlingen, una roccaforte dell’alta borghesia tedesca, archetipo della fantasia mitteleuropea, una tipica città tedesca pulita e prospera. Nelle lettere alla figlia Hannah che si è trasferita a Londra, Ute racconta la sua vita in città, assediata da un nemico sconosciuto, senza identità, che lei chiama i “servi”, perché hanno deciso di sottomettersi alla legge divina. La popolazione di Erlingen sta aspettando febbrilmente un treno per l’evacuazione. Ma la salvezza...

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Commenti all'articolo

  • 75mxa

    04 Settembre 2018 - 16:04

    É “Il Campo dei Santi” versione riveduta e corretta. Al rallentatore, ma con potenzialmente la stessa fine, se nulla vien fatto.

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  • stearm

    04 Settembre 2018 - 10:10

    Ecco, l'apocalisse. Ma certo se lo dice un arabo sarà vero no? Io invece mi alzo la mattina vado al lavoro e come me milioni di cittadini. La razza, la cultura... Ma intanto milioni di cittadini di tutte le razze e di tutte le culture si alzano la mattina, portano i figli a scuola, vanno al lavoro. Sì certo la razza e la cultura... ma intanto il 99,0% dei cittadini convivono pacificamente. Perchè? Perchè ci alziamo la mattina, portiamo i figli a scuola, andiamo al lavoro. Poi ci sono le malattie, le relazioni sociali, un pò di svago. Pensate veramente che l'essere umano in quanto tale abbia poi tutto questa voglia di fare le rivoluzioni? Figuriamoci l'apocalisse! All'apocalisse credevano Marx e Hitler. Sappiamo come è andata a finire.

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    • mauro.marabini

      04 Settembre 2018 - 16:04

      Cari amici del Foglio, Boualem Sansal ha ragione e lui può ' dirlo meglio di tanti altri. Ed é purtroppo vero che il politico collettivo fa finta di ignorare il problema, vedi Macron in Francia e la Sinistra in Italia. Qui da noi c"é Salvini, almeno lui é consapevole del pericolo evocato da Boualem Sansal, ma voi gli date addosso come un toro infuriato. Non credo che facciate bene, anche se non é tutt'oro quello che luccica da parte dello stesso Salvini.

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