Lo sguardo sul mondo del prossimo governo

Nel contratto siglato da Di Maio e Salvini la politica estera non trova molto spazio, ma il senso è chiaro: “Italia first”, poca Europa e un invito a Putin con vista Mediterraneo

Paola Peduzzi

Email:

peduzzi@ilfoglio.it

17 Maggio 2018 alle 20:07

Lo sguardo sul mondo del prossimo governo

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Milano. Quando il malato immaginario s’ammala davvero, le parole della preoccupazione sono finite, non ne hai più, devi cercare nuovi allarmismi, nuovi riferimenti storici, nuove catastrofi, nuove consolazioni: i giornali internazionali si stanno industriando, con l’aria irreprimibile di chi dice da sempre che questi italiani sono inaffidabili e pasticcioni. Ricorre molto il termine “dark”, nero, buio, assenza di speranza, e con l’immortale “Italian job” si fa tutto il resto: l’Italia tirerà giù con sé il continente, anche l’età dei Lumi,...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    18 Maggio 2018 - 11:11

    La presenza militare russa in Siria non è certo una novità dei giorni nostri, ma risale ai tempi di Breznev e della guerra del Kippur, quando i sovietici rifornirono costantemente di armi Assad padre per tutta la durata del conflitto e oltre, mantenedo costantemente una base navale sul Mediterraneo

    Report

    Rispondi

Servizi