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Follie catalane

A più di tre mesi dal referendum fallito sull’indipendenza, c’è chi vuole governare via Skype e chi dal carcere, ma la crisi non è ancora risolta

Eugenio Cau

Email:

cau@ilfoglio.it

15 Gennaio 2018 alle 08:23

Follie catalane

Una delle manifestazioni di questi mesi degli indipendentisti catalani a Barcellona (foto LaPresse)

Quando si è saputo che le forze indipendentiste in Catalogna avevano trovato un accordo per investire alla carica di governatore Carles Puigdemont, l’ex leader deposto e in esilio a Bruxelles, le reazioni sono state ilari e preoccupate. Puigdemont non può rimetter piede in territorio spagnolo, ché nel momento esatto in cui varcasse il confine la polizia spagnola sarebbe pronta ad ammanettarlo, e dunque ha deciso che la sua investitura alla massima carica di quella che lui vorrebbe la Repubblica indipendente...

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