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Livingstone torna a parlare di Hitler “sionista”, e non per scusarsi

L’ex sindaco di Londra è stato sospeso dal Partito laburista a maggio, ma la questione dell’antisemitismo nella sinistra britannica non si è mai davvero chiusa.

6 Settembre 2016 alle 16:59

Livingstone torna a parlare di Hitler “sionista”, e non per scusarsi

Ken Livingstone (foto LaPresse)

Stava parlando di tutt’altro, Ken Livingstone, ma non è nella sua natura intrattenersi su qualcosa che non sia se stesso. Così l’ex sindaco laburista di Londra, sospeso dal partito dopo aver dichiarato che Hitler “sosteneva il sionismo” prima di “diventare matto e uccidere sei milioni di ebrei”, ha pensato bene di parlare ancora di Hitler.

 

Intervistato dalla Bbc questa mattina ha detto: “Sono ora quattro mesi che sono stato sospeso, ma sto ancora aspettando che la commissione che indaga si riunisca per dire se quel che ho detto è vero o no. E sono convinto che la ragione per cui mi tengono fuori è che ho davvero tante prove per dimostrare che quel che dico è vero”. E ancora: “E’ abbastanza impressionante che, se si va al memoriale sull’Olocausto a Gerusalemme, uno dei pamphlet che vendono ai turisti riguarda l’accordo che Hitler fece con i sionisti negli anni Trenta”. E ancora: “Se avessi detto che Hitler era un sionista, non mi sarei soltanto scusato, ma sarei andato direttamente dal mio medico per verificare se fossi entrato nelle prime fasi di demenza. Dire che Hitler era un sionista è folle, ha detestato e temuto gli ebrei per tutta la sua vita, ma fece un accordo con il movimento sionista negli anni Trenta”.

 

Ieri Livingstone era già tornato sul tema, parlando alla Bbc Radio London: “Sono stato sospeso e non potevo più camminare per strada senza che la gente mi fermasse per dirmi: ‘sappiamo che quel che hai detto è vero, non farti abbattere’. E’ molto difficile per il Labour espellermi quando ho un fascio di documenti che mostra che quel che dico è vero”.

 

Livingstone era stato sospeso a maggio dal Labour dopo le sue dichiarazioni che furono seguite da una serie di sospensioni nei confronti di altri esponenti laburisti, alla vigilia delle elezioni londinesi vinte dal primo sindaco musulmano della storia della città, Sadiq Kahn. Al momento il Labour non è ancora venuto a capo della cosiddetta “questione antisemita” nel partito.

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