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Il maestro accoltellato nella scuola francese confessa di aver inventato tutto

L'insegnante aveva affermato di essere stato aggredito da un uomo che si dichiarava combattente dell'Isis. Poi ammette agli inquirenti: era tutto falso

14 Dicembre 2015 alle 14:12

Il maestro accoltellato nella scuola francese confessa di aver inventato tutto

La scuola materna Jean Perrin di Aubervilliers

Parigi. Gli inquirenti francesi hanno reso noto che l'insegnate della scuola materna non distante da Parigi che affermava di essere stato accoltellato da un uomo che si professava membro dello Stato islamico si è inventato tutto. Ancora però non si conoscono i motivi che hanno spinto il maestro 45enne a montare la storia dell'aggressione.

 

Secondo le ricostruzioni del maestro rilasciate stamattina, un aggressore lo aveva accoltellato alla gola, poi lo aveva sbattuto contro il muro, e infine aveva gridato: "Sono dell'Isis, è solo l'inizio, questo è un avvertimento". L'insegnante della scuola materna Jean Perrin di Aubervilliers (Seine-Sainte-Denis), a nord di Parigi, aveva dichiarato di essere stato aggredito da un uomo che indossava un passamontagna e una tunica bianca. Erano all'incirca le 7:15, quando Stéphane, maestro di scuola materna, stava preparando il suo corso in un'aula dell'istituto, quando improvvisamente – asseriva – era stato aggredito da un individuo che si rivendicava dell'Isis. L'aggressore, subito dopo l'agguato, sarebbe fuggito a piedi. Le ferite riportate dall'uomo erano superficiali e già alcune fonti inquirenti avevano espresso perplessità sulla ricostruzione degli eventi.

 

La ministra dell'Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, che soltanto quatto giorni fa salutava con toni pomposi il lancio della journée della laïcité, introdotta dalla riforma scolastica che porta la sua firma, si era recata nel luogo dell'agressione poco dopo le 9:00. "E' un atto di estrema gravità in una scuola che deve essere un santuario", aveva dichiarato la ministra davanti ai giornalisti. "La sicurezza è stata rafforzata fin da questa mattina, e lo sarà anche nelle scuole che si trovano nei dintorni. Gli alunni di questa scuola elementare saranno nuovamente accolti domani mattina. Con il ministero dell'Interno continueremo a rafforzare le misure di sicurezza, in un contesto in cui, certamente, la scuola si sente minacciata", ha sottolineato Vallaud-Belkacem. Da metà novembre, in seguito agli attentati che hanno funestato la capitale francese, la sicurezza nelle scuole era già stata ampiamente rafforzata, con un aumento delle pattuglie di polizia nei pressi degli istituti scolastici, il controllo sistematico dell'identità degli individui esterne agli istituti e l'introduzione di numerosi divieti, tra cui quello di assembramento e di parcheggiare la macchina davanti a una scuola (divieto limitato all'Île-de-France). Libération aveva raccolto alcune testimonianze nei pressi della scuola elementare, tra cui quella di Nadia, giovane madre che come ogni mattina stava accompagnando il proprio figlio a scuola poco prima delle 8:00: "Quando sono venuta a portare mio figlio questa mattina, c'era già la polizia. Ci hanno detto che era successo qualcosa, che bisognava tenere nostro figlio a casa. Solo nel momento in cui stavo per ripartire e ho visto i furgoni della polizia e i pompieri ho cominciato a preoccuparmi. Sono venuta a conoscienza di ciò che era successo guardando la televisione. Stéphane insegnava a mio figlio lo scorso anno. E' una persona molto gentile. Gli auguro una pronta guarigione".

 

[**Video_box_2**]La pista dell'estremismo islamico era stata considerata plausibile in un primo momento. Nel numero di novembre della rivista di propaganda francofona dell'Isis, Dar-al-Islam, era apparso un attacco incendiario all'école républicaine, luogo di "miscredenza" e "perversione", dove i bambini verrebbero cresciuti nell'"ignoranza" e nella "corruzione morale". La rivista se la prende in particolare con la laicità "fanatica" del sistema scolastico francese e la Carta della laicità, "tessuto di menzogne e di miscredenza", che dal 2013 i socialisti hanno deciso di far affiggere in tutte le scuole di Francia. Ma anche con la mescolanza tra maschi e femmine, "porta aperta alla fornicazione" e la "teoria darwinista dell'evoluzione". I miliziani jihadisti già presenti in Siria e in Iraq chiedono loro omologhi in Francia di non risparmiare i "nemici di Allah" che "insegnano la laicità" e "sono in guerra contro la famiglia musulmana". "Combatteteli", "uccideteli": questo è il tenore dell'appello lanciato dall'Isis, che in Francia ha reclutato centinaia di giovani, provenienti per la maggior parte dalle banlieue irrigate dall'islam, lì dove la République non riesce più a trasmettere i suoi valori.

 

Testo aggiornato dalla redazione alle ore 17:53

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