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Doppio attentato kamikaze in Yemen. Ma la rivendicazione dell'Is lascia alcuni dubbi

Saltano in aria due moschee nella capitale Sanaa: i morti sono 126, oltre 260 i feriti. Un gruppo che si dice affiliato allo Stato islamico afferma di aver lanciato l'attacco ma gli Stati Uniti restano scettici.

20 Marzo 2015 alle 19:09

Doppio attentato kamikaze in Yemen. Ma la rivendicazione dell'Is lascia alcuni dubbi

Alcuni feriti vengono trasportati fuori da una delle moschee colpite oggi a Sanaa, in Yemen (foto LaPresse)

In Yemen, degli attentatori kamikaze si sono fatti saltare in aria venerdì all'ora della preghiera davanti a due moschee sciite di Sanaa. Fonti mediche yemenite riferiscono che le vittime sono 126, mentre i feriti sono 260. Tra i morti c'è anche Murtadha al Muhatwari, uno dei leader spirituali della setta sciita Houthi che al momento dell'esplosione stava recitando un sermone nella moschea di Badr, una delle due colpite.

 

Non è ancora chiaro se dietro l'attentato, il più sanguinoso degli ultimi anni nel paese, ci sia lo Stato islamico. Un gruppo che si è definito affiliato alla provincia yemenita dell'Is ha rivendicato l'attacco via Twitter definendolo "la punta di un iceberg che si avvicina". Un messaggio che non convince pienamente gli Stati Uniti: finora in Yemen lo Stato islamico non è mai stato operativo in modo significativo e, se la rivendicazione fosse confermata, si tratterebbe del primo attentato degli uomini del califfo nel paese. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha detto che i servizi americani stanno verificando in queste ore se lo Stato islamico disponga effettivamente in una catena di commando abbastanza strutturata da eseguire un attacco tanto efferato. Earnest ha ammesso anche che gli attentatori potrebbero aver agito in autonomia per poi rivendicare un'affiliazione fittizia allo Stato islamico in un secondo momento.

 

[**Video_box_2**]L'attacco di venerdì arriva mentre sono in corso combattimenti intensi nella città meridionale di Aden tra le forze del presidente Abed Rabbo Mansour Hadi (sostenuto dagli stati sunniti della regione) e le unità militari sciite che rispondono agli ordini dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh, deposto dopo la primavera araba del 2011. Lo scorso gennaio, Hadi era stato arrestato dai combattenti sciiti Houthi ed era stato costretto a dimettersi. Fuggito dalla cattività e rifugiatosi ad Aden, Hadi ha ritrattato e ha annunciato di essere l'unico presidente legittimo del paese.

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