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editoriali

La tragedia di Guidonia e l'altruismo eroico di un pilota

Redazione

Il comportamento del militare che, pur in una situazione di estrema tensione e difficoltà, ha pensato con lucidità di evitare danni alle abitazioni e ai civili

Il tragico scontro tra due aerei di addestramento militari nel cielo di Guidonia ha provocato in tutti un grande dolore per la perdita dei due piloti coinvolti. Ma il tragico episodio suscita anche un’ammirazione che ci si augura davvero condivisa, per il comportamento di uno dei due piloti che, pur in una situazione di estrema tensione e difficoltà, ha pensato con lucidità di evitare danni alle abitazioni e ai civili, ed è riuscito a evitarle schiantandosi poi sulla strada, salvando vite umane. E’ difficile immaginare la concentrazione e la freddezza necessarie per scegliere la rotta sulla base di una finalità umanitaria, quando ci si trova a rischio della vita.

Proprio per le circostanze eccezionalmente drammatiche in cui il pilota ha dato prova di senso civico risalta il suo altruismo, e il suo senso del dovere, la qualità del suo addestramento. E’ un avvenimento tragico; ma che smentisce il luogo comune, largamente diffuso anche dai media, che nella nostra società tecnologica e parcellizzata si è smarrito il senso di appartenenza a una comunità e si è perduta o almeno offuscata la responsabilità verso gli altri. (Per non parlare di certi personaggi pubblici che “hanno paura delle divise”). Anche a Milano, ieri, alcuni passanti sono intervenuti a difesa di ragazze aggredite  da un malvivente armato di taglierino e sono stati feriti a casusa del proprio intervento generoso.

Si tratta solo di episodi, certo, ma anche di segnali di un permanente atteggiamento di solidarietà, di senso di appartenenza a una comunità, di civiltà che vanno rimarcati, tanto più nei giorni tragici di Crotone: non perché siano un’eccezione ma, al contrario, perché raccontano una storia diversa da quella che descrive gli italiani come menefreghisti interessati solo al loro particulare. Non è una lettura nuova, risale almeno a Guicciardini, ma esprime più un pessimismo filosofico che un esame oggettivo dello spirito pubblico, che anche in Italia è molto migliore di quanto si dica.

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