il provvedimento

Il Cdm approva il decreto Energia: salta la proroga del mercato tutelato

Maria Carla Sicilia

Non passano, almeno per il momento, il tentativo di rivedere l'assegnazione delle concessioni idroelettriche e la liberalizzazione del mercato elettrico. Via libera all'estrazione di gas per l'industria e agli incentivi per le regioni che ospitano impianti rinnovabili

Dopo settimane di rinvii arriva in Consiglio dei ministri il decreto Energia ma la bozza non contiene le due misure contestate da Bruxelles che finora hanno tenuto bloccato il provvedimento: la proroga del mercato tutelato e il nuovo meccanismo per il rinnovo delle concessioni idroelettriche. Segno che la trattativa con la Commissione europea non è andata come sperato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin. L'intenzione è aprire un tavolo per portare avanti il confronto con Bruxelles.  

Nel decreto spunta invece la norma che consente agli enti locali di candidarsi per ospitare il deposito nazionale dei rifiuti nucleari e accelerare così l'iter di smantellamento delle ex centrali che svolge da anni Sogin. "Tra le nuove norme - ha spiegato il ministro in una nota - c'è anche la possibilità che gli enti territoriali non inclusi nella Carta Nazionale delle Aree Idonee possano candidarsi a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: un passo necessario per accelerare i tempi di individuazione di un'area di cui il paese ha forte bisogno". 

Confermata poi la norma con cui il governo vorrebbe incoraggiare l'estrazione di gas nazionale dalle concessioni esistenti per fornire l'industria energivora a prezzi calmierati. Un'intervento analogo viene introdotto anche sul fronte dell'elettricità, con la promozione dell’autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori a rischio delocalizzazione. E ancora, il decreto contiene disposizioni in materia di concessione geotermoelettriche e incentivi per le regioni che ospitano impianti rinnovabili con un fondo da 350 milioni l’anno fino al 2032.

Come anticipato già nelle vecchie bozze, il testo contiene anche una norma che permetterà di accelerare la realizzazione di due nuovi rigassificatori: quello di Porto Empedocle e quello di Gioia Tauro, considerate infrastrutture "di pubblica utilità, indifferibili e urgenti".

Sul fronte delle rinnovabili il progetto più interessante è quello che riguarda l'eolico galleggiante in mare. Il decreto prevede lo sviluppo di un polo industriale per l’eolico offshore all'interno di due porti del sud grazie a un investimento da 420 milioni di euro su tre anni. 

Secondo il ministro Pichetto Fratin, il provvedimento libererà 27,4 miliardi di investimenti. "Con il decreto Energia vogliamo liberare le grandi potenzialità del nostro paese, per renderlo riferimento nel Mediterraneo sulle rinnovabili", ha commentato con una nota. Vogliamo sostenere famiglie e imprese, per renderle ancor più protagoniste di una transizione bilanciata e realistica". 

 

Di più su questi argomenti:
  • Maria Carla Sicilia
  • Nata a Cosenza nel 1988, vive a Roma da più di dieci anni. Ogni anno pensa che andrà via dalla città delle buche e del Colosseo, ma finora ha sempre trovato buoni motivi per restare. Uno di questi è il Foglio, dove ha iniziato a lavorare nel 2017. Oggi si occupa del coordinamento del Foglio.it.