La nave rigassificatrice di Piombino (Foto Ansa)

l'intervista

I prezzi del gas salgono ma il sistema è più forte di un anno fa. Parla Dialuce (Enea)

Gilberto Dialuce

La guerra in Israele? "Non c’è un problema di approvvigionamenti che possa far pensare a un’escalation dei prezzi". La crisi è passata? "Oggi il sistema è in equilibrio ma alcuni fattori possono determinare un cambio di scenario". Intervista al presidente dell'Enea

Esattamente un anno fa, il prezzo del gas superava i 150 euro/MWh e l’Italia scommetteva su come superare un inverno per la prima volta senza forniture russe. “Tutti ci davano per spacciati, invece ce l’abbiamo fatta e ci stiamo ancora fortificando”, commenta Gilberto Dialuce, che per anni si è occupato anche di sicurezza degli approvvigionamenti negli uffici dell'ex ministero dello Sviluppo economico prima di diventare presidente di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Oggi che l’inasprirsi del conflitto in medio oriente apre un nuovo fronte di preoccupazione sui mercati, il gas è tornato a superare i 50 euro/MWh sul Ttf di Amsterdam e anche le quotazioni per i primi mesi del prossimo anno sono in rialzo a 57 euro/MWh. “C’è sicuramente un tema di prezzi – ragiona Dialuce – ma rispetto a quanto accade in questi giorni va tenuto conto che l’Europa non importa gas da Israele e non c’è un problema di approvvigionamenti da quell'area che possa far pensare a un’escalation dei prezzi”. C’è però una tensione che si riflette sui mercati. Due fatti hanno contribuito: a nord l’interruzione del connettore baltico, il gasdotto che collega Estonia e Finlandia, a sud il blocco della produzione di gas a Tamar, giacimento israeliano fermato per motivi di sicurezza. L’impatto non è diretto sull’Europa ma indiretto potrebbe esserlo, perché l’Egitto, che importa gas da Israele, esporta gas naturale liquefatto (Gnl) verso il sud Europa. “Il sistema è fortemente dipendente dal gas naturale liquefatto che importiamo dall’estero e che ha svolto un ruolo importante per consentirci di superare la dipendenza da Mosca. Ma le navi di Gnl, che non sono vincolate, possono spostarsi ovunque in base a chi paga di più. Se per esempio dovesse ripartire la domanda di energia in Cina ci sarebbe un impatto sui prezzi che porterebbe verso l’alto i prezzi di tutto il gas, non solo quello liquefatto”. E’ la doppia faccia della stessa medaglia. Da una parte il Gnl consente di diversificare maggiormente, senza legarci via tubo a un paese, dall’altra se non si applicano contratti di lungo termine c’è più volatilità. “Più aumenta la quota di Gnl, più il prezzo del gas sul mercato italiano si lega a ciò che accade sui mercati internazionali, dove abbiamo difficoltà a prevedere cosa succede”. Ma nello stesso tempo avere più capacità di ricevere Gnl rende il sistema più sicuro: “Con il rigassificatore di Ravenna in funzione si ridurrà la dipendenza dell’Italia dall'Algeria, che oggi è il nostro primo fornitore”. 

L’altra lezione imparata dopo l’invasione dell’Ucraina è quanto vale risparmiare il gas, una leva utile anche per contenere i prezzi nei periodi in cui la domanda del settore residenziale è più alta. L’anno scorso, tra le misure obbligatorie disposte dal governo e le azioni volontarie, sono stati risparmiati circa 10 miliardi di metri cubi di gas in otto mesi (da agosto a marzo 2023), dicono le stime Enea. “Non sappiamo se le misure saranno riproposte anche quest’anno ma sono certamente utili, non solo per contenere i prezzi ma anche per evitare gli sprechi dal punto di vista delle emissioni”. Insomma,  il sistema energetico è in equilibrio ma  non è il momento di dimenticare le buone abitudini perché restano elementi di fragilità da non sottovalutare. “L’anno scorso ci hanno avvantaggiato anche una domanda industriale contenuta e un inverno mite. Abbiamo dimostrato grande resilienza e siamo riusciti a rovesciare il verso del flusso del gas da sud a nord, esportando anche oltre confine quando i prezzi  erano più alti in nord Europa. Ma bastano problemi dei flussi da sud, malfunzionamenti di impianti, temperature rigide o nuove tensioni sui prezzi per cambiare lo scenario”. E noi dovremmo avere imparato la lezione.  

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