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editoriali

Lagarde prosegue nella stretta monetaria

Redazione

I dati positivi dell’economia incoraggiano la Bce nella lotta all’inflazione

I dati economici europei che si sono rivelati positivi rispetto alle aspettative avevano suscitato la speranza di un ammorbidimento della stretta monetaria. Ma non sarà così a giudicare da quanto ha detto ieri la presidente della Bce, Christine Lagarde, al Parlamento europeo. Lagarde non solo ha confermato che a marzo ci sarà un nuovo rialzo dei tassi di 50 punti base, ma ha spiegato che la Bce è determinata ad aumentare con ritmo costante il costo del denaro per far tornare l’inflazione al 2 per cento. Insomma, proprio la resilienza dell’economia potrebbe incoraggiare la Bce a proseguire la stretta monetaria.  I mercati hanno scommesso su un tasso finale al 3,5 per cento, ma alcuni operatori stanno già affinando le loro previsioni. “Riteniamo che ci siano rischi al rialzo – dice la società di gestione del risparmio a livello globale Algebris – in quanto i nostri modelli mostrano che l’inflazione di base dell’Eurozona rimarrà stabile intorno al 5 per cento fino a metà estate. In questo scenario non crediamo che la Bce possa permettersi di rallentare e potrebbe segnalare ulteriore aumenti oltre questa data”.

 

L’inflazione di fondo è il tema destinato ad avere un ruolo centrale nelle valutazioni della Bce e di questo sembra esserci coscienza, come si capisce dall’esortazione del commissario Valdis Dombrovskis agli gli stati affinché si orientino verso dinamiche fiscali più prudenti. Se, al contrario, la politica fiscale in Europa dovesse risultare troppo espansiva anche con il nuovo Patto di stabilità, la Bce non vorrà essere additata di nuovo come ritardataria, com’è accaduto dopo l’aumento dei prezzi energetici a lungo sottovalutato e rimesso sotto controllo anche grazie alla fortuna di un inverno caldo, ma vorrà fare la cosa giusta subito vale a dire continuare ad aumentare i tassi dopo l’estate come prevede Algebris. A quel punto, non è detto che non tornino a spirare venti di recessione. Non si tratta di essere cassandre ma realisti rispetto a uno scenario che resta fluido.

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