Così il virus rischia di paralizzare Schengen

Maria Carla Sicilia

Fino a 80 chilometri di code al Brennero e autotrasportatori pronti a manifestazioni di protesta: in Italia e Ue mancano indicazioni su come possono consegnare la merce in sicurezza

Nell'Europa del coronavirus le frontiere diventano punti di scambio difficili da attraversare anche per le merci. L'imbuto dell'Italia in questo momento è il Brennero, dove da ieri pomeriggio gli autotrasportatori diretti verso il nord Europa segnalano code che a tratti hanno raggiunto gli 80 chilometri. A rallentare il transito sono i protocolli di sicurezza che l'Austria ha introdotto nei confronti di tutti gli autisti provenienti dall'Italia, dopo che il ministero dell'Interno austriaco ha notificato alla Commissione europea il ripristino temporaneo dei controlli interni di frontiera. Tutti gli autisti dei mezzi che trasportano merci italiane sono sottoposti al controllo della temperatura, anche se devono solo attraversare il Tirolo per raggiungere altri paesi di destinazione. E questo a prescindere dalle misure sanitarie che gli operatori del settore hanno adottato per continuare a lavorare in questi giorni anche in Italia, garantendo l'approvvigionamento dei beni di prima necessità a tutto il paese, pur in assenza di un coordinamento nazionale ed europeo in materia.

 

La ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli ha chiamato la collega austriaca chiedendo di ripristinare la normalità dei transiti sia ferroviari che su gomma, tenuto conto che la maggior parte dei carichi sono solo in transito in Austria, diretti in Germania e nei paesi del nord Europa. La ministra ha scritto inoltre alla Commissaria Ue ai Trasporti, Valean, chiedendo l'intervento dell'Ue. “Ci aspettiamo entro questa sera il ripristino della normalità da parte dell’Austria, essendo totalmente ingiustificate le misure adottate”, ha concluso la ministra.

 

 

Intanto però al confine del Brennero, dicono le associazioni di categoria, la tensione è molto alta. “Il rischio concreto è di avere manifestazioni spontanee incontrollabili di protesta degli autotrasportatori”, ha detto il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè. Il governo, secondo le ultime dichiarazioni del ministro degli Affari europei Vincenzo Amendola e del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, ha già avviato un confronto diplomatico con gli altri paesi. Oggi ci sarà una videoconferenza con i ministri dei trasporti europei, ha detto Amendola intervistato a Radio Capital. "In questa fase non si possono chiudere le frontiere per il trasporto merci, non c'è una sospensione di Schengen. Quello che stiamo discutendo con il ministro Di Maio e con le autorità austriache è non bloccare quel corridoio che è fondamentale per la nostra logistica e per la nostra industria", ha aggiunto.

 

Per le imprese del settore, già provate dalle ripercussioni dell'emergenza sull'organizzazione del lavoro in Italia, la difficoltà di attraversare le frontiere è una nuova spina nel fianco. “Tutti gli sforzi che le imprese italiane stanno attuando in queste settimane per continuare a produrre e a non bloccare l'economia, osservando regole ferree per la sicurezza sanitaria, vengono letteralmente distrutti da pseudo-misure di prevenzione strumentali e opportunistiche messe in atto dal governo regionale del Tirolo e avallati dal governo federale austriaco sul transito autostradale del Brennero”, ha dichiarato Confindustria oggi. Non c'è solo il fronte austriaco a preoccupare gli operatori. Da ieri pomeriggio la Slovenia ha chiuso Monrupino e Basovizza-Lipica, due valichi secondari di frontiera, convogliando il transito nei valichi di Fernetti, Rabuiese e Pesek, ristretti per consentire i controlli sanitari sulle persone. Anche la Croazia ha introdotto controlli e restrizioni, imponendo un divieto di transito per tutti i veicoli provenienti da Italia e controlli ai camion.

 

Sul fronte interno, il traffico delle merci è stato esonerato dai blocchi imposti con gli ultimi decreti d'urgenza del presidente del Consiglio dei ministri. Una precisazione, questa, che è arrivata nella giornata di domenica dopo l'insistenza delle associazioni di categoria. Tuttavia resta un paradosso: se è vero che le merci possono circolare sul territorio italiano in deroga alla chiusura di tutte le altre attività, non è chiaro quale protocollo debbano adottare gli autisti per consegnare e trasportare le stesse merci in sicurezza. Domenica il ministero dei Trasporti ha annunciato la pubblicazione di alcune linee guida per rispondere a questi interrogativi, ma ad oggi nessun documento è stato ancora reso noto. Affrontare questo tema diventa sempre più importante, soprattutto in attesa di misure europee, anche per dare un segnale ai paesi verso cui sono diretti l'export e gli autotrasportatori italiani.

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