Abolire quota 100 (per due motivi)

Redazione

Cancellare la controriforma delle pensioni non è un favore a Salvini, è giusto

Tra le questioni che animano la discussione nella maggioranza, alla vigilia della stesura del Documento programmatico di Bilancio (Dpb) da inviare a Bruxelles entro questa sera, ha assunto un rilievo particolare il “restyling” di quota 100. Matteo Renzi ha chiesto di abolire la legge bandiera della Lega, Luigi Di Maio ha risposto picche e Giuseppe Conte media sostenendo che si sta lavorando agli ultimi dettagli. Si vedrà alla fine che cosa avrà partorito il governo. Le ragioni per rivedere un meccanismo costoso che può destabilizzare l’equilibrio previdenziale sono moltissime, ma per farlo è necessario un disegno complessivo, non una semplicistica sforbiciata alla legislazione vigente.

 

Abbassare l’età di pensionamento in una situazione in cui l’attesa di vita aumenta, in cui le risorse a disposizione sono poche e il debito pubblico è grande e in crescita, è suicida per l’economia del paese. Si obietta, dal punto di vista tecnico, che toccare adesso una misura che va a scadenza tra due anni creerebbe un nuovo bacino di “esodati” (una categoria onnicomprensiva). Mentre dal punto di vista politico si dice, come ogni altra iniziativa che non sia in continuità con l’esecutivo precedente, che sarebbe un favore a Salvini. Dal punto di vista tecnico, in realtà bisognerebbe abolire “quota 100” proprio per evitare un nuovo scalone di quattro-cinque anni dopo il 2021, che richiederebbe a furor di popolo una nuova misura di spesa sulle pensioni. Sarebbe quindi il caso di rivedere già adesso la misura, non semplicemente per recuperare risorse utili per questa manovra, ma proprio per rimodulare una sorta di scivolo che non produca un nuovo scalone nel 2022. Inoltre dal punto di vista politico, dopo aver confermato il premier del governo del governo precedente, il reddito di cittadinanza perché caro al M5s, rinunciato all’abolizione dei decreti sicurezza e accettato il taglio dei parlamentari, l’abolizione di quota 100 (o comunque una sua rimodulazione) segnerebbe l’unica vera discontinuità di policy rispetto all’epoca gialloverde. Anche perché l’alternativa, al momento, è aumentare le tasse. Non sarebbe anche questo un favore a Salvini? Se proprio è necessario farlo, tanto vale farlo per una motivazione giusta.

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