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Italexit felix

I big italiani cercano spazio all’estero via fusioni. Solo Fca ha deluso

20 Luglio 2019 alle 06:00

Italexit felix

Dopo Standard & Poor’s (S&P) anche Moody’s ha alzato il rating di Unicredit (da Ba1 a Baa3) mentre il giudizio sul debito senior a lungo termine, paragonabile ai titoli di stato, sale a Baa1, due livelli sopra l’Italia. S&P aveva modificato l’outlook da negativo a stabile, indicando la capacità di resilienza a un ipotetico default dello stato italiano avendo la banca ridotto il portafoglio di titoli pubblici e i crediti deteriorati. La stessa agenzia ipotizza, come Moody’s, l’attribuzione a Unicredit di un rating superiore all’Italia (A2 o A3). A inizio luglio l’istituto di credito guidato dall’ad francese Jean Pierre Mustier aveva ufficiosamente rivelato il progetto di conferire a una sub-holding basata in Germania le attività delle controllate straniere, con l’obiettivo di avere migliore accesso alla liquidità della Bce e finanziarsi sul mercato a costi più bassi. Altre grandi aziende nazionali continuano a rafforzarsi sui mercati stranieri.

 

Generali guarda a Spagna e Portogallo, dove il risanamento dei rispettivi governi ha eliminato il rischio spread, di oltre 100 punti inferiore a quello italiano. Il gruppo assicurativo il cui amministratore delegato è un altro francese, Philippe Donnet, ha rilevato per 0,6 miliardi Tranquilidade, seconda compagnia danni portoghese, ribaltando la precedente strategia che prevedeva invece vendite. E si parla di partnership con Bbva, colosso bancario spagnolo quarto in Europa. Luxottica, definita la governance dopo la fusione con la francese Essilor, intende rafforzarsi all’estero con un’Opa su GrandVision, marchio olandese di ottica con 7 mila punti vendita in 40 paesi. Il fondo Hal Holding che controlla GrandVision ha anche la maggioranza dell’italiana Safilo.

 

All’internazionalizzazione del made in Italy manca Fiat-Chrysler Automobiles. L’accordo con Renault-Nissan che avrebbe dato vita al primo gruppo automobilistico mondiale è stato rimesso nei cassetti, contatti Italia-Francia a livello governativo non risultano. E proprio per questo Goldman Sachs consiglia di vendere il titolo Fca, “il cui isolamento rischia di farne una facile preda”. Non il massimo per la ricorrenza, il 25 luglio, della scomparsa di Sergio Marchionne.

Redazione

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