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Cia-Agricoltori si mette in viaggio per presentare "Il paese che vogliamo"

La confederazione da settembre gira l'Italia con un roadshow che affronta le esigenze delle aree interne dimenticate

12 Luglio 2019 alle 14:49

"Il paese che vogliamo"

Manifestazione Cia (LaPresse foto)

Uno show itinerante con tappe in tutta l'Italia. E' l'ultima proposta lanciata da Cia (Confederazione italiana agricoltori) nell'assemblea nazionale. L'obiettivo è quello di richiamare l'attenzione sulle necessità del territorio ritenute improrogabili, che sono state individuate attraverso tavoli tematici organizzati nelle aree rurali di tutta la penisola. Le criticità più urgenti emerse sono principalmente legate alla mancanza o al ritardo di interventi di manutenzione delle infrastrutture fisiche e digitali. Anche le filiere a vocazione territoriale, i sistemi di gestione della fauna selvatica e la poca coesione tra le istituzioni e gli enti locali rappresentano problematiche diffuse su tutto il territorio.

  

Il roadshow attraverserà da nord a sud l'Italia, partendo da Liguria e Piemonte il 2 settembre e proseguendo in Campania (Benevento) il 4 settembre. A seguire gli incontri riguarderanno le Marche, con particolare attenzione alle conseguenze del sisma del 2016, e infine l'Abruzzo. Le tappe sono state progettate da Cia per sensibilizzare sulle cattiva o carente gestione delle risorse naturali e per solidificare l'impegno e la sinergia tra gli Agricoltori italiani e le istituzioni nazionali e locali. Ogni tavolo tematico sarà articolato in cinque punti focali e saranno coinvolti le istituzioni locali (camera di commercio, associazioni di artigianato e turismo, consorzi di bonifica, organi scolastici).

  

Sono state scelte le aree interne del paese spesso sottovalutate e dimenticate, da cui arriva però gran parte della produzione agricola e che rappresentano una ricchezza per l'Italia, spesso soggetta a tagli o a costi aggiuntivi. Il nome “Il Paese che vogliamo” sottolinea la finalità concreta del progetto di realizzare dei cambiamenti necessari e non rinviabili: mettere in sicurezza le aree interne a rischio, salvaguardare la biodiversità e il patrimonio boschivo e, in modo particolare, contrastare l'abbandono e lo spopolamento delle aree rurali.

 

La diversità del territorio italiano e delle economie locali rappresenta una risorsa che è possibile tutelare solo attraverso incentivi economici e programmi mirati di sviluppo. Scopo primario del progetto della Cia è quello di spingere sulla riforma sostanziale della legge 157/62 sulla fauna selvatica.

Emanuela Ferrara

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