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Visco mette in guardia il governo: "I mercati reagiscono se si alimenta la paura"

Il governatore di Bankitalia al TechFestival di Venezia mette in fila le sue preoccupazioni per lo stato dei conti pubblici italiani

22 Giugno 2019 alle 18:03

Visco  mette in guardia il governo: "I mercati reagiscono che se si alimenta la paura"

Ignazio Visco al TechFestival di Venezia (foto LaPresse)

"C'è paura del cambiamento, il mondo è molto cambiato. Ora però il cambiamento si sta compiendo molto più velocemente". Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, è intervenuto oggi al TechFestival del Foglio. Il futuro cela opportunità, certo, ma anche rischi e preoccupazioni. E per questo, il futuro e le sue innovazioni vanno governate, spiega il governatore. "Abbiamo solo il 5 per cento del pil che proviene da settori digitalizzati, in Germania è l'8 per cento. Se non ci attrezziamo il futuro non sarà facile. Nel resto del mondo l'adeguamento è stato rapido". Visco ha parlato della robotizzazione e del suo impatto nel mondo del lavoro. "I robot lavorano con noi e per noi. Scompariranno alcune professioni, ma se ne creeranno di nuove". E poi "ci sono rischi di concentrazione tecnologica che possono portare a una distribuzione del reddito molto squilibrata". 

 

Visco ha parlato anche dello stato dei conti pubblici italiani e delle preoccupazioni suscitate nei mercati finanziari. "Il condizionamento che viene dal debito pubblico ha diverse conseguenze - dice il governatore -: su cosa investire, innanzitutto e su come reagire a eventuali choc. L'economia richiede un grado di fiducia e di visione futura molto più elevati di oggi. Ad esempio, richiede di porre attenzione ai cambiamenti climatici e demografici". "La fiducia è anche la capacità di rispettare gli obiettivi e una volta che questi sono stabiliti non vanno cambiato continuamente". Il governatore ha però ricordato anche i punti di forza della nostra economia, da cui ripartire per rilanciare il paese:"Abbiamo partite correnti in avanzo, debito nei confronti dell'estero quasi azzerato, un debito privato basso. Il problema è il debito pubblico molto alto. Finora abbiamo sopperito a questo col risparmio privato". La fiducia, ancora, è il problema principale per Visco: "Se si percepisce che l'economia non cresce c'è il dubbio che il debito non ti sia ripagato. Se nell'emissione di titoli pubblici paghiamo più di quanto non si paghi in Germania o in Spagna allora questo si traslerà anche al settore privato, dalle banche alle imprese. Questo trasferimento rallenta la crescita dell'economia". E i mercati reagiscono a ogni elemento destabilizzante: "Credo che il dubbio che il debito pubblico non sia ripagato sia zero, ma credo anche che il rischio sia percepito comunque nei mercati. Se si alimenta la paura che la politica sia quella di distaccarsi dall'Europa allora i mercati si assicurano contro questo rischio". 

 

E poi ci sono le nuove criptovalute, come Libra, lanciata da Mark Zuckerberg: "La moneta di Facebook è complementare alle valute tradizionali - spiega Visco -. La differenza rispetto alle altre criptovalute e che Libra dovrebbe avere un valore stabile, indicizzata a un paniere di altre valute". Ma ci sono alcuni problemi. "Il primo è quello della sicurezza digitale e della privacy e a livello G7 ci incontreremo e ne discuteremo. Poi c'è il rischio riciclaggio, oltre a quello della stabilità finanziaria e dei depositi. I rischi sono quindi di mercato, di insolvenza e di volatilità". Ma Visco ricorda che "l'evoluzione tecnologica nella finanza c'è sempre stata: dalle lettere di cambio ai tempi del Rinascimento fino al microcredito e ai derivati".

 

"Più che l'indipendenza di Bankitalia conta la sua autonomia di giudizio - sottolinea Visco -. Credo che la premessa per cui la Banca centrale è autoreferenziale sia sbagliata. Noi rendicontiamo tutto ogni anno. La politica monetaria si fa a Francoforte, certo, ma è una responsabilità condivisa tra tutti gli stati dell'Eurozona. La Banca centrale garantisce e sorveglia i pagamenti, fa attività di vigilanza e regolamentazione. Si parla molto dei problemi avuti con il sistema bancario italiano. Ma se fossimo stati meno indipendenti queste difficoltà sarebbero state ancora maggiori. Bisogna anche leggere quello che noi produciamo, se si leggesse di capirebbe che quello che facciamo è fatto per il bene di tutti". "Il rischio principale - conclude Visco - per il nostro paese è quello di non guardare in avanti. Il futuro porta tante opportunità ma vanno colte".

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