Lo spread sale ancora, mentre Salvini mette paura agli investitori

Mariarosaria Marchesano

Il vicepremier rilancia la sua idea di modificare i parametri del deficit pubblico ma resta isolato in Europa. E l'Italia rischia la procedura d'infrazione per i conti 2018 con una multa da 3,5 miliardi

Milano. "Vediamo se arriverà questa letterina da Bruxelles in cui ci multano per il debito passato". Neanche il tempo di chiudere le urne elettorali e ricomincia la diatriba a distanza tra il governo italiano e la Commissione europea, con il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, uscito vincente dalla consultazione, che non perde occasione per rilasciare dichiarazioni pubbliche che come risultato ottengono quello di spaventare gli investitori e fare aumentare lo spread. Il differenziale Btp-bund stamattina sale verso quota 290 punti base e trascina in territorio negativo Piazza Affari che oggi è l'unica Borsa in calo in Europa (-1,15 per cento a metà mattina). Un copione già visto e che si ripresenta puntuale quando in discussione ci sono i conti pubblici.

 

  

Com'era prevedibile la Commissione Ue, che sarà presieduta da Jean-Claude Juncker almeno fino a ottobre, sta per inviare una lettera preliminare a Roma con una richiesta di chiarimenti prima di avviare una procedura di infrazione contro l'Italia con una multa che dovrebbe aggirarsi intorno a 3,5 miliardi. "In questo momento in cui c'è una disoccupazione giovanile al 50 per cento in alcune regioni - osserva Salvini - in cui dobbiamo assumere in fretta infermieri e medici altrimenti gli ospedali si svuotano, da Bruxelles qualcuno nel nome di regole del passato ci chiede 3 miliardi di multa, e a settembre 20 miliardi di aumento delle tasse con l'Iva. Ogni mia energia sarà usata per superare queste regole vecchie". Il ministro ha sottolineato che per cambiare i parametri europei "occorre realismo, pragmatismo e buon senso. Se si vuole, i leader si mettono intorno al tavolo e scrivono in 15 giorni nuove regole, mettendo al centro il lavoro e l'economia reale rispetto allo spread e alla finanza". 

    

La prospettiva di un nuovo scontro tra il governo gialloverde e l'Unione europea rimette in allerta gli analisti finanziari. Secondo il gruppo d'investimenti ginevrino, Pictet, "per gli asset italiani i prossimi mesi rischiano di essere volatili: da un lato l'affermazione della Lega a spese del M5s dovrebbe indurla ad avanzare richieste in Europa per aggiungere capacità di spese infrastrutturali o riduzione delle tasse (flat tax). Dall'altro lato, l'atteggiamento dell'Europa non sarà accondiscendente, poiché la posizione italiana risulta isolata". Sempre secondo Pictet, il rischio geopolitico di oggi rispetto alla primavera 2018 è meno rilevante perché è maggiore il rischio di una guerra commerciale. Inoltre, i Btp hanno un peso ridotto sull'azionario europeo rispetto a un anno fa, mentre il fattore più preoccupante è che il punto di partenza dello spread è molto più vicino alle soglie di allarme: 350 punti base rispetto al 2018. In questo momento lo spread del Btp è solo di 40 punti inferiore a quello del decennale greco.