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Oibò! L’Inps che vuole Tridico è un ente assistenziale callejero

L'ideatore del reddito di cittadinanza parla al Fatto e prova a spiegare perché il provvedimento gialloverde non è un flop. E anticipa nuove mirabolanti iniziative per aiutare i poveri

29 Aprile 2019 alle 19:47

Oibò! L’Inps che vuole Tridico è un ente assistenziale callejero

Pasquale Tridico (foto LaPresse)

Roma. Da quando è stato designato da Luigi Di Maio commissario dell’Inps in attesa di divenirne presidente (nomina non ancora ratificata, ma il Fatto Quotidiano lo promuove egualmente), Pasquale Tridico dedica tutto se stesso ad una causa: dimostrare che il reddito di cittadinanza non è il mezzo flop che emerge dalle domande e dalle cifre erogate inferiori al previsto, ma invece un grande successo a maggior gloria del M5s. Dunque alla riforma della quale Tridico è l’ideatore è dedicata la home page del sito istituzionale dell’Inps, con aggiornamento costante delle domande. Al 26 aprile ne risultano 940 mila, che Tridico celebra con un’intervista in prima pagina al giornale di Marco Travaglio, corredata di foto dei due, il presidente in pectore e il capo politico, che si sorridono.

 

“Il Reddito è un record. Siamo a 2 milioni di poveri in 2 mesi” è il titolo, evviva i due milioni di poveri. Nella prima domanda c’è il succo politico: “Tra un mese si vota. Molto dipenderà dal giudizio degli elettori su quota 100 e reddito di cittadinanza”. La risposta è un poema: “Ricevo mail di persone che per la prima volta si sentono aiutate dallo stato. Mi ha scritto un ragazzo pieno di entusiasmo: prendeva un reddito di inclusione da 106 euro, oggi un reddito di cittadinanza da 411. Ridare speranza è già una politica attiva del lavoro”. Che la speranza sia una politica attiva del lavoro è una scoperta accademica suggestiva. Ma appunto l’ossessione è il confronto con il reddito d’inclusione targato Pd che costava 3 miliardi rispetto ai 17 del sussidio grillino. “Di fronte alle nostre 950 mila domande in due mesi per il Rei ce n’erano solo 80 mila nel primo mese”. Tra un mese si vota, “c’è entusiasmo”, prendere nota.

 

Tanto è vero che a poche ore dall’intervista, eccone di cifre e toni ripetuti pari pari, comprese le “commoventi testimonianze”, dai parlamentari del M5s, per esempio Vittoria Baldino a Sky Tg24. Una velina? Honi soit qui mal y pense. Ma non basta. Tridico, in foto con borsa a spalla e passo lungo, si considera più che il garante della tenuta della previdenza italiana il ministro-ombra di Di Maio, e dunque anticipa un'altra rivoluzione a 5 stelle: “Mi risulta che ci sia un progetto di dare 400 euro al mese per due anni ai giovani che finiscono studi di laurea o di diploma in architettura, di arti performative o comunque legati al patrimonio artistico e culturale”. Gli risulta da che cosa? E in base a quale criterio (e con quali soldi) verrebbero pagati dallo stato i neolaureati architetti o “in arti performative”, e non magari chi ha vinto un concorso o si è specializzato in materie per le quali non si riesce ad incrociare le domande dei ragazzi con i posti scoperti in imprese ed enti?

 

Il numero uno dell’Inps ha altre priorità: “Ora lanceremo un’iniziativa con camper e gazebo per cercare i poveri là dove sono, dalla stazione Termini alla Comunità di Sant’Egidio. Si chiamerà Inps per tutti. Molti non sanno cos’è un Caf o un Isee. Li aiuteremo a fare domanda e ad avere il reddito”. Che l’Inps dovrebbe amministrare al meglio i contributi versati da dipendenti, imprese e stato per erogare le pensioni in base a criteri di indipendenza politica, corretta amministrazione e soprattutto sostenibilità da qui a decenni, non sembra sfiorare il professor Tridico. Né il fatto che l’Italia abbia ormai raggiunto la seconda spesa per pensioni d’Europa, dietro alla Grecia. Né soprattutto l’obiettivo di civiltà e trasparenza di separare le gestione previdenziale dell’istituto da quella assistenziale; obiettivo tra l’altro per il quale si era sempre battuta la Lega (chiedere al loro massimo esperto, Alberto Brambilla). Tridico – che trova perfino il modo per definire “positivo oltre ogni attesa” il decreto dignità – ha altro in mente. Camper e gazebo.

Renzo Rosati

Livornese, del 1950, ha lavorato tra Milano e Roma, dove vive, al Mondo, l'Europeo, Panorama e in molti quotidiani occupandosi di cronaca, costume, politica, economia. Ama il jazz, il cinema,  i cani, la montagna, la sua famiglia, il bianco e nero. Adora il Foglio.

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    29 Aprile 2019 - 22:10

    Sarebbe interessante sapere quanti, tra i percettori del Reddito di cittadinanza sono, in realtà, lavoratori in nero o evasori fiscali.

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