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Le molte strade sovraniste

A tutto stato tra il maxipolo delle costruzioni e l’abolizione dei caselli

19 Gennaio 2019 alle 06:00

Le molte strade sovraniste

(Foto Pixabay)

Le strade del sovranismo sono molte e arzigogolate. Ieri si è appreso attraverso le dichiarazioni di Pietro Salini, l’amministratore delegato del primo gruppo di costruzioni nazionale, Salini-Impregilo, che la Cassa depositi e prestiti sarebbe la benvenuta se partecipasse alla sua compagnia con una quota azionaria in modo da potere costruire un maxipolo delle costruzioni italiano. “Perché no? Cdp potrebbe dare una mano, così come possono darla le banche e altri interlocutori. Il nostro è un progetto aperto, di sistema”. Salini parteciperà anche alla ricostruzione del ponte Morandi di Genova (che prima doveva essere pronto per fine 2019 e ora dovrebbe esserlo per aprile 2020). Ma a colpire non è l’attualità, quanto la prospettiva. Il maxipolo potrebbe essere, dice il Sole 24 Ore, “un’entità sufficientemente forte per affrontare prima la messa in sicurezza di Astaldi e poi quella degli altri grandi operatori in difficoltà”. “Nulla è definito”, precisa Salini. La Cdp però è ancora una volta chiamata in causa e fa sapere che non c’è nulla sul tavolo. D’altronde s’intuisce però il disegno di un’operazione del genere, altrettanto le finalità.

 

La Cdp non può intervenire per statuto nel salvataggio di aziende decotte, ma potrebbe farlo attraverso altre società, quali appunto la Salini-Impregilo, sottintendendo magari la motivazione della difesa degli asset nazionali in quanto i costruttori, da Astaldi a Condotte passando per Trevi, che è già di Cdp, sono in estrema sofferenza e potrebbero essere oggetto di mire straniere. Francesi o di altri, chissà. Le strade, si diceva, sono molte. E lo sanno bene Di Maio e Di Battista che nel primo tour in auto europeo hanno avanzato l’idea abolizione dei caselli autostradali e l’introduzione di un pedaggio flat in tutta Europa. Utile per raccogliere voti. Forse perché è chiaro a molti che abolire i caselli equivarrebbe a creare una nuova tassa per la circolazione autostradale, che colpirebbe per paradosso anche chi non possiede una macchina. Una nazionalizzazione del pedaggio, dopo quella vagheggiata delle Autostrade. Questioni che non hanno entusiasmato granché nemmeno il popolo social. Ma puntano a estendere oltre i limiti i compiti di stato e addentellati. 

Redazione

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    19 Gennaio 2019 - 15:03

    È sconcertante che l'amministratore delegato del primo gruppo italiano delle costruzioni trovi condivisibile l'idea dell'ingresso di cdp. Stiamo forse assistendo al sorgere di un nuovo consociativismo? Con questi governanti? Spero proprio di no.

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