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Le Borse assorbono il “colpo” Huawei

Rimbalzi su tutti i mercati europei, andati in tilt ieri per i timori di una guerra tecnologica. Giappone e Gran Bretagna prendono le distanze dal colosso cinese

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marchesano@ilfoglio.it

7 Dicembre 2018 alle 12:09

Le Borse assorbono il “colpo” Huawei

Foto LaPresse

Milano. All'indomani del pesante scivolone di Piazza Affari (-3,5 per cento ieri) sulla scia di tutti i mercati mondiali impauriti dalla vicenda Huawei, oggi il listino italiano rimbalza alla ricerca di spunti positivi nella giornata festiva di Sant'Ambrogio, santo patrono del capoluogo lombardo. Il Ftse Mib arriva a guadagnare fino all'1 per cento in apertura per poi ridimensionare un po' i guadagni dopo le prime ore di negoziazioni, e anche Parigi, Londra e Francoforte sono in rialzo. Lo spread si mantiene in zona 290 punti base. A favorire gli acquisti le indicazioni provenienti da Oltreoceano di una Fed più cauta sul rialzo dei tassi che potrebbe adottare un atteggiamento "wait and see" nella riunione del 18-19 dicembre. Cosa che ha permesso anche il recupero di Wall Street nella serata di ieri. Inoltre, sarebbe emerso che il presidente americano Donald Trump non sapeva nulla dell'arresto del Cfo di Huawei, Meng Wanzhou, che ieri ha mandato in tilt i mercati finanziari.

 

Londra e Tokyo temono per la sicurezza nazionale

La vicenda, comunque, sembra essere stata assorbita dai mercati asiatici, in particolare dalla Borsa di Tokyo che stanotte ha chiuso con un rialzo dello 0,8 per cento. Il governo giapponese appare intenzionato a mettere al bando l'utilizzo  di prodotti ed equipaggiamenti dei gruppi cinesi, Huawei e Zte, considerati come una minaccia per la sicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dai media nipponici, la decisione potrebbe essere ufficializzata lunedì. Gli Stati Uniti hanno  chiesto ai loro alleati di non utilizzare prodotti delle due compagnie per timore che vengano usati per lanciare cyberattacchi. Secondo i media verranno messi al bando anche i prodotti giapponesi che utilizzano componenti realizzati dalle due società cinesi. Quello di Tokyo non è l'unico governo che sta valutando misure del genere. Simili preoccupazioni per la sicurezza sono al vaglio dell'esecutivo britannico che nei giorni scorsi ha ascoltato i dubbi su Huawei espressi dal servizio di intelligence. Intanto due giorni fa British Telecom (Bt) ha annunciato l'intenzione di non utilizzare tecnologie Huawei per lo sviluppo della sua rete 5G. Bt inoltre provvederà a rimuovere le componenti Huawei dalle sue reti esistenti 3G e 4G.

 

Giallo sulle dimissioni di Tria

Sul fronte italiano, la scena è sempre dominata dalla manovra economica. Il governo, attraverso il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia sul testo licenziato, e successivamente revisionato, dalla Commissione Bilancio della Camera. Intanto, è giallo sulle presunte dimissioni del ministro del Tesoro, Giovanni Tria, il quale avrebbe palesato l'intenzione in un sms inviato a Renato Brunetta, il cui testo è stato rilanciato da diversi media. Ma il vicepremier, Luigi Di Maio, ha smentito categoricamente che Tria possa lasciare il suo posto al Mef. In un'intervista al Sole 24 Ore, l'ex ministro Pier Padoan, ha spiegato che è molto difficile rendere accettabile la manovra agli occhi della Commissione europea senza modificarne la struttura fondata su pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    07 Dicembre 2018 - 13:01

    Che i mercati siano imprevedibili e così le conseguenze dell'andamento delle borse sono cose risapute. Agli esperti o presunti di questi andamenti bisognerebbe chiedere cosa c'entra il fermo della figlia padrone dell'Huawei con l'andamento della borsa, legata alla lotta sui dazi tra Usa e Cina. Guarda caso , però, che i tonfi abbiano riguardato le borse europee e non certo quella Usa.

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