cerca

Bruxelles dice no alla manovra sovranista

Lettera dei commissari Ue Moscovici e Dombrovskis: “Preoccupati per il deficit. La legge di Bilancio rispetti le regole fiscali comuni”

6 Ottobre 2018 alle 07:56

Bruxelles dice no alla manovra sovranista

Il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici (foto LaPresse)

Poco più di una pagina. Più o meno la lunghezza della lettera che giovedì, nel pieno della bagarre intorno ai “veri numeri” del Def, Giovanni Tria aveva inviato a Bruxelles. E se il senso della missiva del ministro dell'Economia era tutto racchiuso nelle poche righe che ufficializzavano la decisione di portare il deficit al 2,4 per cento a fronte di una crescita prevista, per il 2019, all'1,5 per cento. Quello della risposta della Commissione europea, arrivata ieri e firmata dai commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, è anch'esso contenuto in una frase: “Il Def appare, a prima vista, come una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue. E questo è motivo di seria preoccupazione”.

 

LEGGI LA LETTERA DEI COMMISSARI UE 

Non che ci si aspettasse una reazione diversa. Le dichiarazioni di questi ultimi giorni avevano già fatto capire che Bruxelles non aveva affatto gradito le scelte del governo gialloverde. La lettera inviata da Dombrovskis e Moscovici ufficializza questo malessere. Anche se, subito dopo, i due commissari, pur chiedendo all'esecutivo di assicurare che la manovra sia in linea con “le regole fiscali comuni” dell'Eurozona, aggiungono: “Restiamo in attesa dei dettagli delle misure e rimaniamo disponibili per un dialogo costruttivo”. Parole, queste ultime, che anche il ministro Tria aveva utilizzato nella sua lettera nella quale si era augurato che “il dialogo con la Commissione Europea” potesse rimanere “aperto e costruttivo”.

 

Forse, come sottolineano fonti di Palazzo Chigi, non si tratta ancora di una bocciatura visto che “non è stata ancora avviata - né poteva essere - alcuna interlocuzione formale”. Ma di certo l'avvertimento che arriva dalla Commissione è qualcosa di più di un semplice monito. E l'impressione è che quando si parla di “dialogo costruttivo” Roma e Bruxelles usino le stesse parole, ma abbiano in testa obiettivi diversi. Molto diversi.

 

Il testo della lettera di Dombrovskis e Moscovici

 

Caro ministro,

grazie per la lettera datata 4 ottobre, che comunica alla Commissione la presentazione al Parlamento italiano dei nuovi obiettivi di bilancio contenuti nelll'aggiornamento al documento di economia e finanza (Def) previsto dalla legislazione italiana.

 

Come sa, le raccomandazioni inviate all'Italia circa le richieste del Patto di stabilità e crescita, come per tutti gli Stati membri, sono state approvate all'unanimità dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018 e adottate dal Consiglio dei ministri dell'Unione il 13 luglio 2018, Italia compresa.

 

La verifica da parte della Commissione del rispetto delle raccomandazioni del Consiglio da parte dell'Italia inizierà quando la bozza di bilancio sarà trasmessa alla Commissione, il che dovrà avvenire il 15 ottobre. Qualunque passo formale nell'ambito di questa procedura avverrà dopo quella data e entro le scadenze stabilite dalle leggi dell'Unione.

 

In attesa della bozza, prendiamo atto dell'intenzione del governo contenuta nell'aggiornamento al Def di rivedere gli obiettivi fiscali per il 2019-2021 (toccare un tetto del deficit rispettivamente del 2,4%, 2,1% e 1,8% del pil) e di deviare dall'annunciato percorso di convergenza verso l'obiettivo di medio termine di un equilibrio di bilancio in termini strutturali.

 

Prendiamo atto inoltre che, secondo le previsioni del governo italiano, i nuovi obiettivi corrisponderebbero a un deterioramento strutturale dello 0,8% del pil nel 2019 e a un equilibrio strutturale stabile nel 2020-2021. Le suddette raccomandazioni del Consiglio chiedono all'Italia di assicurare che il tasso nominale di crescita della spesa pubblica al netto degli interessi non superi lo 0,1% nel 2019, che corrisponde a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6% del pil per il 2019. Tutto ciò considerato, gli obiettivi di bilancio rivisti dell'Italia sembrano puntare verso una significativa deviazione dal percorso fiscale raccomandato dal Consiglio. Questo è pertanto fonte di seria preoccupazione.

 

Chiediamo alle autorità italiane di assicurarsi che la bozza di legge di bilancio sia coerente con le regole fiscali comuni e attendiamo di vedere nel dettaglio le misure che conterrà. Nel frattempo, come negli anni e nei mesi trascorsi, restiamo a disposizione per un dialogo costruttivo.

Sinceramente suoi,

Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi