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Kurz fa i compiti a casa, e noi?

L’Austria punta al pareggio di bilancio e non aiuterà i populisti spendaccioni

9 Ottobre 2018 alle 06:00

Kurz fa i compiti a casa, e noi?

New York, Sebastian Kurz all'assemblea generale delle Nazioni Unite

E’difficile scegliere i propri amici e alleati soprattutto se non sono proprio come pensavi. Matteo Salvini ha in progetto di unire i partiti sovranisti europei, a cominciare da Marine Le Pen in Francia, per le prossime elezioni europee. Tuttavia se il suo modello di sovranismo da imitare è l’Austria di Sebastian Kurz, altro asse della destra europea, potrebbe avere fatto male i suoi calcoli. L’Italia con Lega e M5s ha fatto della spesa in deficit il cardine di una manovra economica confusa che sta impensierendo gli investitori internazionali soltanto per andare allo scontro frontale con una debole Commissione europea e ottenere consenso interno dalla polemica con gli “euroburocrati”.

  

Il ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Löger, è stato definitivo nei confronti dell’Italia e dei suoi piani di innalzare il deficit/pil al 2,4 per cento per tre anni, ambizione poi frustrata dopo il viaggio, con rapido rientro, di Giovanni Tria all’Eurogruppo. “L’Italia dovrebbe essere chiara sul fatto che è un membro dell’Unione europea e noi abbiamo regole comuni. A ognuno di noi viene richiesto di rispettare le regole”. Vienna, a tal proposito, dimostra di potere dare il buon esempio.

  

Presenterà alla Commissione la bozza del bilancio austriaco per il 2019 prevedendo l’azzeramento del deficit. Sarebbe la prima volta in assoluto dal 1995, quando l’Austria aderì alla Comunità europea. In questo modo anche il debito calerà dal 78,3 per cento del 2017 al 70,5 per cento l’anno prossimo. “Risparmiamo e, al tempo stesso, possiamo permetterci misure come il bonus alle famiglie o l’aumento delle pensioni”, ha scritto Kurz su Twitter. A dimostrazione che è possibile produrre stimoli o fare riforme promettenti solamente preparando una revisione della spesa strutturale e continuativa, non un aumento delle spese strutturato, nel senso di corposo, e continuato.

  

Se Salvini vede in Kurz un modello di sovranismo europeo dovrebbe seguirlo almeno sulla linea del rispetto delle regole comuni che, in fondo, significa rispetto degli altri popoli sovrani in Europa. A maggiore ragione tra movimenti nazionalisti non si troveranno validi alleati se le proprie volontà di potenza recano potenziale danno ad altri che dovrebbero sborsare denaro dei “loro” cittadini per aiutare i “tuoi”. Il debiti si pagano a casa propria.

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Commenti all'articolo

  • stearm

    09 Ottobre 2018 - 10:10

    Quello che manca in Italia è la continuità. Kurz continua sulla strada tracciata dai governi precedenti senza grandi sconvolgimenti, nonostante la retorica e qualche misura che strizza l'occhio al populismo (ma niente di che). Noi dovevamo continuare sulla strada tracciata dai governi Renzi-Gentiloni. La politica di bilancio non dovrebbe essere stravolta ogni volta che cambia la maggioranza. Già il secondo governo Berlusconi solo con timidezza portò avanti politiche di riduzione del debito in un momento peraltro favorevole (e il ruolo della Lega in tal senso fu drammaticamente coerente con quello attuale). Il motivo è semplice: non siamo un paese unito, siamo un'accozaglia di interessi locali contrapposti, in gran parte sulla direttiva Nord-Sud. Un paese peraltro simile al nostro, il Belgio riuscì nello stesso periodo 2002-2006 a dare continuità le politiche di riduzione del debito e a portarlo intorno al 90% (dal 110%). Lì ci fu la prima frattura. Oggi la seconda spallata.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    09 Ottobre 2018 - 10:10

    Li aveva già fatti Monti "i compiti a casa": siamo arrivati ultimi in Europa.

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