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Ricomincia il balletto dello spread. E Piazza Affari crolla

Nelle prime ore di contrattazioni la Borsa cede oltre il 2 per cento con i bancari a picco. Da maggio il listino ha perso quasi un quinto del suo valore

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marchesano@ilfoglio.it

8 Ottobre 2018 alle 10:59

Ricomincia il balletto dello spread. E Piazza Affari crolla

Milano. Dopo due ore di contrattazioni, stamattina Piazza Affari perde oltre il 2 per cento in una giornata che si annuncia difficile a causa delle crescenti tensioni sulla manovra economica del governo italiano. Il Ftse Mib, l'indice più rappresentativo del listino milanese, è sceso sotto la soglia di 20 mila punti, rispetto a 20.400 di fine aprile-inizi maggio. Questo vuol dire che, rispetto ai giorni dell'insediamento del governo giallo-verde e dell'inizio della fase di incertezza legata ai temi dell'euro e dei conti pubblici, la Borsa italiana ha perso quasi un quinto del suo valore. E la situazione non sembra migliorare con lo spread che oggi in avvio vola oltre 300 punti di base (rispetto a 286 dell'ultima chiusura) per poi scendere e mantenersi sotto questa soglia, e il mercato dei titoli di stato di nuovo sotto pressione (il rendimento dei decennali arrivato al 3,5 per cento, livello che non toccava dal gennaio del 2014).

 

Occhi puntati sul 15 ottobre

Va detto che anche per le altre Borse europee l'avvio di settimana è in territorio negativo, soprattutto a causa del tonfo registrato dai mercati asiatici, ma Piazza Affari è nettamente la peggiore del Vecchio Continente con i titoli delle banche che continuano a essere i più venduti dagli investitori sempre più scettici sulla loro tenuta. Tutti gli occhi sono puntati al 15 ottobre, giorno in cui il governo invierà il tanto atteso “draft budgetary plan” alla Commissione europea. Soltanto allora, infatti, si conoscerà il vero responso di Bruxelles sulla manovra economica dell'Italia. Ma nella sostanza una prima bocciatura è già arrivata con la lettera inviata dai commissari europei Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis al ministro delle Finanze Giovanni Tria venerdì scorso.

 

Dubbi sulle coperture in manovra

La correzione del governo sul rapporto deficit-pil (non più al 2,4 per cento nei tre anni, ma solo nel 2019) non è bastata a rassicurare gli investitori. Quasi tutti i giudizi degli analisti e delle banche d'affari sono critici nei confronti di questi numeri e si attendono maggiori dettagli sulle coperture previste all'interno della manovra per finanziare il superamento della legge Fornero e il reddito di cittadinanza. Ma il governo sembra deciso ad andare diritto per la sua strada. Stamani il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha detto: “Euro irreversibile? Di irreversibile c'è la morte, tutto il resto è discutibile: certo non è all'ordine del giorno né oggi, né domani, né dopodomani l'uscita dall'Europa e dall'euro”. E ancora: “Io lavoro per cambiare le regole del condominio dove vivo: i miei figli cresceranno in un contesto europeo, con una moneta europea in tasca. Io voglio cambiare le regole. Penso che a maggio 2019, 500 milioni di europei avranno la possibilità di salvare l'Europa”.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    08 Ottobre 2018 - 16:04

    I piccoli risparmiatori dovrebbe chiedere il risarcimento al governo gialloverde. E' la stessa situazione o quasi delle vicende della Banca Etruria e dintorni.

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