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Perché Di Maio e Salvini non possono permettersi di criticare le banche

L’instabilità dei mercati pesa sia sugli istituti di credito, perché cresce la difficoltà a finanziarsi, sia sul governo, perché un aumento dei costi di finanziamento potrebbe in futuro motivare una stretta creditizia

7 Ottobre 2018 alle 06:15

Perché Di Maio e Salvini non possono permettersi di criticare le banche

Foto Imagoeconomica

Roma. I destini del governo populista e dei banchieri non sono stati mai così vicini come in queste settimane in cui la dimensione del deficit confermata da Lega e M5s, più ampia di quanto ci si aspettava, ha spinto oltre il 3 per cento il rendimento dei titoli di stato decennali, ai livelli di maggio post elezioni, e ha fatto perdere il dieci per cento circa ai titoli bancari.   I contratti di assicurazione contro il rischio default di alcune...

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