Gabanelli si arrabbia e scrive al Foglio. Ma anche la Bce la smentisce

La lettera della giornalista (e la risposta di Luciano Capone) sulle critiche, censurate, di 60 economisti a un suo articolo sul debito. E Angeloni (Consiglio di Vigilanza della Bce) rincara: “Su euro e Europa è importante avere un'informazione equilibrata” 

13 Giugno 2018 alle 16:08

Anche la Bce corregge Gabanelli (ma stavolta la lettera viene pubblicata)

[Dopo un articolo di Luciano Capone del 12 giugno, Milena Gabanelli ha scritto al Foglio la lettera che riportiamo di seguito insieme alla risposta del nostro giornalista]

 

Al direttore - Ieri sono stata accusata da Luciano Capone, sul suo giornale, di non aver dato spazio a una lettera, firmata da numerosi accademici, molto critica nei confronti di un mio video e articolo pubblicati nei formati digitale e cartaceo del Corsera il 30 maggio scorso. Il tema riguardava il debito pubblico e la proposta di “assicurarlo”, portata avanti da quattro noti economisti italiani. Non ho ritenuto di pubblicare la lettera perché contesta genericamente tutto senza entrare nel merito, ma ho offerto uno spazio in diretta Facebook agli estensori della critica e agli ideatori della proposta sul debito, affinché la forza delle reciproche argomentazioni chiarisse i punti controversi. Un confronto che avrebbe anche potuto diventare un articolo per il cartaceo. Purtroppo la loro risposta alla mia disponibilità ad approfondire è stata negativa in quanto mi considerano parte in causa. Motivo per cui alla fine ho deciso di pubblicare l’intero carteggio, che purtroppo poco chiarirà a un comune lettore. In breve: c’è un mondo accademico che ha fatto una raccolta firme contro l’esposizione di un’idea, e pretende rettifica perché l’idea non è conforme alla loro; un mondo accademico che di fronte alla disponibilità ad approfondire “l’idea” attraverso il confronto fra le parti, pretende di escludermi, in quanto autrice del pezzo in questione. Se il tema fosse di interesse, mi risulta invece che domani gli artefici della proposta sul debito – che i firmatari della lettera hanno a lungo sostenuto non esistere – presenteranno il documento all’Università Sant’Anna di Pisa.

Ci tengo a precisare che non godo di immunità, basta leggere le risposte e le repliche ai vari articoli pubblicati. Per quel che riguarda la solidarietà dei partiti, ringrazio, ma oggi, come in passato, non so davvero che farmene.

Milena Gabanelli

  

Risponde Luciano Capone: Quella riportata ieri non era una “accusa” ma una notizia, peraltro confermata ora dalla diretta interessata: Milena Gabanelli aveva deciso di non rendere pubblica una dura critica a un suo articolo da parte di sessanta autorevoli economisti perché, così aveva deciso, “contesta genericamente tutto senza entrare nel merito”. In realtà le contestazioni sono precise e circostanziate, riguardano più che “un’idea” fatti erronei, affermazioni non veritiere, fonti non verificabili e quindi la qualità e la correttezza dell’informazione. Di questo può rendersene conto chiunque adesso che, dopo l’articolo del Foglio, Gabanelli ha deciso di pubblicare le lettere dei sessanta economisti.

 

Questa mattina il Corriere della Sera ha ospitato un intervento di Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di Vigilanza della Bce. Angeloni contesta le “inesattezze” contenute nell'articolo di Gabanelli e scrive: “Le imprecisioni e il tono generale del messaggio rischiano di generare nel lettore una percezione del tutto fuorviata degli argomenti trattati: il sistema dell’euro e il suo gestore, la Bce, sono presentati come strumenti di ingiustizia sistematica ai danni di alcuni Paesi (fra cui l’Italia) da parte di altri Paesi malvagi (fra cui la Germania). Non entro nel merito della proposta specifica oggetto degli articoli, che non conosco. Mi interessano invece le questioni che riguardano l’euro e la Bce. Anche se alcuni chiarimenti sono stati già pubblicati da altri giornali, e sono usciti anche commenti da parte di un gruppo di economisti italiani su alcuni temi sollevati nell’articolo”. Insomma Angeloni riconosce la bontà sia dei chiarimenti pubblicati su altri giornali sia dei commenti degli economisti, quindi entra nel merito delle questioni e conclude: “Vista la rilevanza del dibattito corrente sull’euro e l’Europa, è importante che l’informazione su questi temi, data da chi è in grado di influenzare l’opinione pubblica, sia sempre corretta ed equilibrata”.

  


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