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Conte prosegue l'opera di trasformazione dei 5 Stelle

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

16 Giugno 2020 alle 18:22

Conte prosegue l'opera di trasformazione dei 5 Stelle

Ottobre 2018, Giuseppe Conte sul palco di Italia a 5 Stelle al Circo Massimo (foto LaPresse)

Giuseppe Conte progetta il rilancio e soprattutto va avanti nell'opera di trasformazione dei 5 stelle. Come si è detto qui più volte si tratta di materia modellabile, a dispetto della apparente fissità dei punti di riferimento ideologici del movimento. A Beppe Grillo stava a cuore una cosa sola e cioè mostrare che per effetto della sua iniziativa di protesta sarebbe riuscito a mettere un esponente non conosciuto della società italiana, una persona senza esperienza politica né visibilità, a far andare ugualmente avanti le cose, magari anche un po' meglio. Era uno sberleffo totale al professionismo politico e a quella quota di trombonismo che esso comporta. Per ottenere la vittoria, cioè la soddisfazione dello sberleffo assieme a quella del risultato, il malinconico ma attivista Grillo era pronto a tutto. A mettersi d'accordo con tutte le frange un po' folli dell'emarginazione intellettuale, i freak anti-scienza e quelli anti-economia. Ma era un passaggio. E le sue frasi per sistemare Alessandro Di Battista sono molto significative proprio per la scelta di accostare le provocazioni del giovane filo-venezuelano alle tesi dei terrapiattisti e alle stramberie pappalarde. Con quella roba lì Grillo ha finito il percorso comune, semplicemente perché il risultato è raggiunto. C'è un non politico, neppure iscritto ai 5 stelle, a Chigi (come dice lui, togliendo il palazzo anche dal linguaggio), e il primo tempo della partita è finito. Di Battista, lo dice ancora il rivelatorio Grillo, fa le battaglie del giro precedente, quelle vecchie. Intanto giornali e tv costruiscono narrazioni politiche e imbastiscono programmi con questi sconfitti e altri marginali a fare da protagonisti, con Gianluigi Paragone, già leghista, espulso dal Movimento, a dare la linea assieme a Dibba. Non ci sarebbe niente di male, sarebbe quasi un gesto cavalleresco. Però lo spirito è un altro e porta però a non capire quanto sta succedendo nei 5 stelle e nella maggioranza.

 

 

Appunto, non si perda tempo con gli espulsi dei 5 stelle, con i Dibba, con i venezuelani veri e immaginari. Pure i sovranisti duri duri colgono i segnali della realtà e sanno stare al mondo. I nostri sovranisti, invece, verrebbero espulsi pure dall'internazionale sovranista. A proposito come va con i diritti speciali di prelievo? Come da proposta terzomondista di Giorgia Meloni.

 

 

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Vabbè qui un sondaggino ci sta. 

 

   

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Al bar di guerre stellari.

 

  

Tempaccio.

 

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