Di cosa parlare stasera a cena

Gli allarmi inascoltati sulle condizioni del ponte crollato e il confronto in Europa

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Era il ponte sospeso più lungo d'Italia, gestione Anas, così ci leviamo subito la curiosità riguardo al possibile strascico polemico. È andato tutto bene, o meglio non ci sono state vittime, grazie a un effetto indiretto del lockdown. C'era solo un mezzo a traversare il ponte e il suo guidatore ha fatto in tempo a fermarsi prima di essere gravemente coinvolto nel crollo e se l'è cavata solo con paura e conseguenze non gravi.

 

La ministra si informa.

 

Gli allarmi spesso inascoltati.

 

Quasi peggio sono gli allarmi ascoltati, con la crepa riparata a tempo di record. Insomma, riparata più o meno (come si raccontava in novembre).

 

E anche questa volta la logica delle cose impone di superare a colpi di poteri speciali le probabili pastoie della ricostruzione. Lo chiede a caldo il presidente della regione Toscana e fa bene. Serve però una riflessione generale anche sui poteri normali, cioè su quelli non esercitati ad esempio dopo le segnalazioni dei rischi di novembre. Non per cercare responsabilità, quella è un'altra partita, ma per consentire altrove e per tutte le infrastrutture di intervenire in modo efficace.

 

In Ue il confronto continua.

 

I francesi sono molto arrabbiati con gli olandesi per lo stop imposto da un solo paese. E lo dicono espressamente, mentre sono riusciti a isolare la posizione dei Paesi Bassi anche rispetto a quella della Germania. Lo stesso ministro francese Bruno le Maire cita il suo collega tedesco Olaf Scholz per segnalare l'intenzione comune di superare le resistenze e i veti. Dai Paesi Bassi ci si prepara a una soluzione dignitosa, per salvare la faccia, facendo trapelare un sì all'uso del Mes per scopi sanitari senza condizioni. Con questo passo si aprono varie possibilità pratiche con cui potrebbe rientrare in gioco anche l'Italia. Il Mes, tolta la condizionalità, potrebbe essere rafforzato finanziariamente e anche andare sul mercato (ecco fatti, senza tanta fanfara, gli eurobond), mentre la destinazione a fini sanitari consente un'ampia discrezionalità agli stati (gli investimenti per rendere sicuro il lavoro nelle aziende o nella pubblica amministrazione, ad esempio, potrebbero facilmente rientrare nella definizione)

  

Ma tenete d'occhio il presidente dell'eurogruppo, Mario Centeno (toh, un altro Mario, ma per la precisione sarebbe da scrivere con l'accento acuto sulla "a"), dice il prof Becchetti. Potrebbe essere il solutore che mancava.

 

  

Mauro Ferrari lascia la guida del consiglio europeo della ricerca e ne critica il modo di operare e la scarsa reattività rispetto a questo fase straordinaria. Ma c'erano questioni a contrapporlo al consiglio già prima dello scoppio dell'epidemia e, non ce ne voglia l'ottimo Burioni, erano questioni gravi. Mentre a rendere dubbia l'opportunità della sua nomina c'era stato il passato di difensore attivista del metodo Stamina.

 

Le app anti-covid e la privacy.

 

A causa del covid-19 l'Italia non ha più porti sicuri, almeno per un po'. Lo dicono vari ministeri, ma a molti sembra una mossa per sganciarsi dalle responsabilità per gli sbarchi.

 

Questa sì che è una donazione (un bel miliardo tondo). Jack è Jack Dorsey e scrive direttamente sulla piattaforma che ha fondato, Twitter

 

Interessante per il senno di poi e per provare a essere più veloci a reagire in futuro, la classifica dei tempi di reazione al virus in Europa.

 

Die Zeit dice che Donald Trump è in una fase ancora più grave della sua lunaticità, con conferenze stampa diventate eventi demoniaci in cui il presidente sfrutta le paure degli americani

 

Ah, la Brexit.

 

Approvvigionamenti pasquali d'emergenza.