cerca

Il non reddito di cittadinanza e il referendum Atac. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

2 Novembre 2018 alle 18:55

Il non reddito di cittadinanza e il referendum Atac. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Insomma il poliziotto cattivo lo fanno fare a Giorgetti, che oggi ha svelato l'ovvio: il reddito di cittadinanza è ancora un'intenzione, niente di più, un desiderio la cui realizzazione è tutta da immaginare, pianificare, organizzare. E ci si potrebbe esprimere in linguaggio meno aulico, parlando di presa in giro. Lo si era sospettato con la scelta dello stralcio, cioè dell'esclusione dall'articolato vero e proprio della manovra ovvero della parte che certamente verrà votata entro la fine dell'anno. Mentre i provvedimenti stralciati dovranno fare il loro cammino autonomo, addirittura come disegni di legge, e in questa condizione si trovano anche le novità sulle pensioni e quindi la cosiddetta quota 100. Così ciascuno tiene bloccato e vincolato il provvedimento-bandiera dell'altro, anche se il Foglio notava che in realtà i 5 stelle sono intestatari di entrambi, avendo inserito la revisione della legge Fornero tra i loro punti fondanti. E allora sarà forse anche per questa piccola frustrazione che la Lega oggi si è tolta la soddisfazione di dire che il famoso reddito per tutti è ancora campato in aria. E alle difese d'ufficio del prof. avv. non crede nessuno. 

 

Il brutto segno sulla crescita italiana arriva anche dall'indice che prende in considerazione le intenzioni dei direttori acquisti delle aziende, nel caso specifico quelle manifatturiere, si chiama indice Pmi (purchasing manager index) e a fare calcoli e rilevazioni è la Ihs/Markit, basata a Londra. Le cose vanno maluccio per l'eurozona ma l'Italia spicca per un minimo di attività prevista come non si registrava da 46 mesi. Insomma, mettetela come volete, date la colpa a chi volete, ma una cosa è certa: la previsione di crescita del Pil all'1,5% per il 2019 sta diventando una buffonata di cui vergognarsi.

 

Gli stress test delle banche sono andati benino, ma i problemi, si sa, sono in quelle piccole e medie, non ancora messe alla prova. Comunque un po' di calma è positiva, sempre però considerando che a essere presi in considerazione sono i bilanci 2017, ma la prova da spread anche tostissimo è abbastanza superata (sempre parlando delle maggiori banche). Sono più stressate le banche tedesche (come si attendeva).

 

Ancora terrorismo, o meglio ancora attacchi diretti e organizzati, contro i cristiani copti in Egitto.

 

Attenzione a fidarsi di Donald Trump (lo diciamo per gli anti-europeisti nostrani che magari pensano di assecondare un disegno americano), perché dice, strilla, minaccia e poi, regolarmente, cambia idea. E così la sua neo distensione commerciale con la Cina ha sorpreso felicemente le Borse mondiali e forse prelude a una vera stabilizzazione dei rapporti, ma rischia di lasciare deluso e scornato qualche sovranista improvvisato che voleva fa' l'americano.

  

Referendum Atac: tutti parlano del generoso appello al voto di Carlo Verdone. Ascoltatelo!

 

Siamo a cena, preoccupiamoci per la mancanza di sardine in Portogallo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi