Brividi di grande letteraturaTutti in piedi sul treno per Bucarest a guardare la Jugoslavia oltre il confineLe storie di Herta Müller. La scrittrice, nata in una famiglia di origine tedesca in territorio rumeno, ha rifutato di diventare informatrice della Securitate ed è stata costretta all'esilio: "La maggior parte di quel che ho imparato su libertà e dignità l’ho appresa dai meccanismi dell’oppressione"diMarco Archetti31 GEN 26
video“Era uno strumento che insegnava l’attenzione”: viaggio nel Museo della macchina da scrivereCreato nel 2006 a Milano, ospita oltre 650 pezzi, alcuni dei quali davvero sorprendenti, come la macchina da scrivere in cinese con quattromila ideogrammi. Chiacchierata con il suo fondatore, Umberto Di DonatodiFrancesco Cocco31 GEN 26
opereRifiuti che diventano oro, ovvero critica d’arte e chiacchiera esotericaLa nostra cultura è affollata di interpreti allevati nelle università, agli occhi dei quali il visibile delle arti visive va prima ignorato e poi tradotto in concetti e in altri codici. Anselm Kiefer, un’intervista e un’interpretazionediAlfonso Berardinelli31 GEN 26
Alta tensioneUn pensiero musicale forte e rivelatore: Daniele Gatti sul podio di Santa CeciliaIl pubblico ha riconosciuto nel direttore il tratto del grande artista, capace di servire la musica con lealtà e di allargare l’orizzonte di chi ascolta: lavora su due poli opposti, il momento in cui il suono si genera e quello in cui si disperde definitivamente. Il primo e il secondo nascono e vanno a finire nel silenziodiMario Leone31 GEN 26
il confrontoLa società che fa crescere il pil. Perché gli europei oggi stanno meglio dei cinesiMille anni di storia nel saggio di Greif, Mokyr e Tabellini spiegano l'origine di alcune dinamiche: dal contesto sociale europeo vibrante e polifonico, che ha reso possibile far crescere la cooperazione dal livello locale a una scala più grande alla centralizzazione del potere in CinadiCarlo Stagnaro30 GEN 26
letteratura e memoriaRobert Antelme e la lotta contro la privazione, per salvare la specie umanaLa storia de "La specie umana" e l'esigenza di scrivere per resistere alla disumanizzazione nazistadiRiccardo Bravi28 GEN 26
La Shoah e il senso della Memoria, la nostra e quella ebraica. Intervista alla storica Giordana TerracinaIsraele ricorda l'Olocausto a partire dalla rivolta del ghetto di Varsavia del 1943. Insomma, non gli ebrei che vengono liberati, ma gli ebrei che cercano di liberarsi da soli. Una memoria identitaria diversa da quella civile del 27 gennaio, pensata per educare le società europee che furono spettatrici indifferenti dello sterminiodiMaurizio Stefanini27 GEN 26
forti e deboliIl risveglio della forza. Trump come trionfo del nichilismo occidentaleFinisce l’illusione che bastino mercati e regole. Trump incarna una politica senza freni valoriali, mentre l’Europa, paralizzata da burocrazia e paura della decisione, sembra quasi volere difendere la propria impotenza. Tra nichilismo diffuso e paralisi istituzionale, la regola sostituisce la sceltadiMichele Silenzi27 GEN 26
Amleto e miss MarpleIndomabile. È un romanzo sulla vita della ragazza che inventò il misteroDall'infanzia inglese al periodo d'oro parigino fino all'arrivo al Cairo. A cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, Susanne Lieder racconta la scrittrice inglese più tradotta nella storia dell'editoria dopo ShakespearediMarco Archetti26 GEN 26
Il grande cinema, l’America e la libertàUn percorso che parte dal commesso viaggiatore di Arthur Miller, passa da “Arancia meccanica” e “Spartacus” e approda alla ribellione contro l’oppressione politica. Per un’idea che è sogno, solitudine e in qualche caso mortediAntonio Monda26 GEN 26
A volte si può cambiare idea“Siamo stati iscritti al Pci”: Testa, Velardi e la politicaI due ex Pci hanno in comune un’idea non da poco, e cioè che è da imbecilli il vantare “la fedeltà alle proprie idee” di un tempo precedente, dato che mutare idee e criteri è indispensabile per capire il mondo. Un librodiGiampiero Mughini
Un’istantanea datata 1961Miles Davis, John Coltrane e la New York sfavillante del grande jazzC’erano tutti: Bob Dylan e Joan Baez, la Beat generation di Kerouac e Ginsberg, Mark Rothko e pure un giovane Warhol. Il Village come Firenze nel Rinascimento. Un affresco irripetibilediMarco Bardazzi
1949-2026Addio a Carlo Petrini. Sugli obiettivi, grazie. Sugli strumenti, discuteremo ancoraSlow Food, i presidi, le lauree honoris causa, re Carlo e Papa Francesco: una vita a convincere il mondo che il cibo buono è quello giusto. Vero. Ma ogni volta che la conversazione scivolava su ogm o fitofarmaci, il perito mancato si vedevadiAntonio Pascale