Il collezionista di lacrime e la bambina che piange tanto

La storia di uno strano incontro tra chi piange troppo spesso e chi vorrebbe solo riuscire a farlo, almeno una volta

11 APR 26
Immagine di Il collezionista di lacrime e la bambina che piange tanto
Sua madre era preoccupata per lei. Il padre invece si arrabbiava ogni volta che la vedeva in lacrime. E poiché spesso veniva esclusa dagli altri bambini, passava lunghe ore a giocare da sola.
Han Kang,
“La scatola delle lacrime” (Adelphi)
Nella "Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen, sono le lacrime che sciolgono il ghiaccio nel cuore. Le lacrime fanno uscire il pezzetto di specchio dall’occhio e che rompono l’incantesimo del cuore che non sente il freddo ma non è mai caldo. Han Kang riparte dalle lacrime di una bambina che si commuove sempre, che ha sempre gli occhi lucidi, che piange per una libellula impigliata in una ragnatela o per il suono melodioso del flauto dall’altro lato della collina. Una bambina che piange per le cose belle, non solo per quelle brutte. Le sa vedere, ma le persone intorno a lei no, quindi non capiscono proprio che cosa ci sia sempre da piangere. La chiamano Lacrimona, Fontanella, il padre si innervosisce, è la bambina strana del paese, con gli occhi perennemente bagnati. Finché un giorno, come in tutte le fiabe, arriva lo straniero. Non è il lupo, non è il pifferaio magico, non è cattivo anche se è tutto vestito di nero: è un collezionista di lacrime, ha una borsa nera e un uccellino blu che viaggia sempre insieme a lui, avuto in cambio di certe lacrime.
L’invenzione romanzesca segna l’intera opera di Han Kang, ma questo piccolo libro, tradotto da Lia Iovenitti e illustrato da Bomroya, è vicino all’elegia: l’elegia delle lacrime che fanno diventare grande una bambina piccola, che sono lo scopo del viaggio e sono allo stesso tempo il mistero dell’animo, e hanno il potere di cambiare il mondo, dentro e fuori. Un uomo offre tutto quello che ha per comprare tantissime lacrime e poter finalmente piangere, dopo decenni, di dolore e di gioia per aver pianto. Le lacrime sono di tanti tipi, di tanti colori, e le lacrime delle madri in pena per i figli sono verdi. La bambina piange lacrime speciali, a cui mancano ancora dei colori, perché manca ancora molta conoscenza del dolore. Manca la rabbia della giovinezza, poi quella della la vita adulta. Ma lei, che per i suoi fiumi di lacrime ha ricevuto solo prese in giro, occhiate ansiose o rimproveri, per la prima volta capisce quanto le sue lacrime sono preziose. “Queste con i riflessi arancioni sono lacrime di rabbia, e quelle con un alone grigio lacrime finte... Le lilla nascono dal rimorso per un errore commesso... Le viola, dalla vergogna o dal disprezzo verso sé stessi... Le lacrime rosso scuro si versano quando si piange per qualcuno che ci manca e che non rivedremo mai più... Quelle rosa quando il nostro cuore è colmo di gioia...”. E poi c’è il mistero sconvolgente delle lacrime-ombra.