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Agamben nella strana movida dei renitenti al reale

La nuova costituzione totalitaria dell’universo, l’invenzione della pandemia e la storia penosa del negazionismo finito nelle mani imprecise di un filosofo attaccato fino al ridicolo al suo partito preso

28 Luglio 2020 alle 06:00

Agamben nella strana movida dei renitenti al reale

La visione di Tondal, di Hieronymus Bosch. Museo Lazaro Galdiano, Madrid, Spagna

Il cretino pensoso si sposa bene con lo scrittore vanitoso. Giorgio Agamben è un campione mondiale della materia. Ha di recente riunito per Quodlibet una serie di scritti e interviste il cui argomento foucaulteggiante è la trasformazione della democrazia in biopolitica e della biopolitica in biosicurezza e governo dello stato d’eccezione, molto citati Hitler e Eichmann come prototipi o archetipi del supercontrollo globale dell’umanità in oscuro dispiegamento. Il fondamento o come direbbe il pensoso la Grundnorm di questa nuova costituzione...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • Cacciapuoti

    03 Agosto 2020 - 20:31

    di ridicolo c'è solo l'elefante quando balla

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