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La grande purga dei liberal

Non l’ha fatta Trump, ma il #MeToo. Giornalisti, editori, musicisti, intrattenitori. È stata una orrenda strage di icone progressiste. Come ogni rivoluzione nata per costruire un mondo migliore ma che consuma se stessa

20 Maggio 2019 alle 11:15

La grande purga dei liberal

L'ultima vittima del #MeToo è Ronald Sullivan, professore nero, che ha perso il posto di decano di Harvard per aver difeso in aula Harvey Weinstein (nella foto nel film "Blue Jasmine" di Woody Allen)

Non capita spesso che un hashtag si trasformi in una rivoluzione ma, come ogni rivoluzione, capita invece spesso che questa finisca per consumare se stessa. Pochi giorni fa il #MeToo ha affossato la carriera di una grande icona di sinistra, Ronald Sullivan, il primo professore di colore decano di facoltà a Harvard, ex braccio destro del senatore Barack Obama sulla giustizia penale, difensore di casi mediatici eclatanti di ingiustizia razziale come a Ferguson nel Missouri, cui è appena costato il...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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