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Perché il 25 aprile è la festa della Liberazione

Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclama, per mezzo di Sandro Pertini, l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Succedeva oggi, nel 1945

25 Aprile 2019 alle 11:51

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Quella data segna, insomma, l’inizio della ritirata dei soldati nazisti e di quelli fascisti della repubblica di Salò da Torino e Milano. A tutte le forze partigiane attive nel nord Italia che facevano parte del Corpo Volontari della Libertà fu dato ordine di attaccare i presidi repubblichini e tedeschi per imporre la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate. Al contempo il Clnai – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Sandro Pertini, Alfredo Pizzoni, Emilio Sereni e Leo Valiani – emanò dei decreti legislativi per assumere il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano” e stabilì tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo. Del Clnai facevano parte tutti i movimenti antifascisti e di resistenza italiani, dai comunisti ai socialisti ai democristiani e i membri del Partito d’Azione.

    


Sandro Pertini proclama lo sciopero generale a Milano, 25 aprile 1945, giorno della liberazione.

 
“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.


 

L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò il 25 aprile, che è una data simbolica. Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all'esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, con la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: queste date segnano anche la fine di vent'anni di dittatura fascista. La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” fu presa il 22 aprile del 1946, dal governo italiano provvisorio guidato da Alcide De Gasperi. La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949, presentata da De Gasperi in Senato nel settembre 1948.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    28 Aprile 2019 - 00:12

    Allora bimbo di quattr'anni, riporto incancellabili i tragici flash di quei giorni: contadini vicini di casa coi figli uno camicia nera e l'altro camicia rossa e la mamma dilaniata a gridare dall'aia "quei due stupidi!.. che se s'incontrano a casa insieme si sparano!!.. ma li ammazzo prima io!!!", e notti insonni dietro verti incartati per sfuggire a "pippo" che nel buio guatava alto per lanciar spezzoni esplosivi, e visite-razzie a prima notte, brigaterosse o brigatenere? ..a sollecitare a fucili puntati la consegna - da noi né fascisti né comunisti - di quel che serviva loro per "combattere per noi (?!)", ecceccecc. Sicchè la mia Liberazione fu solo quella che sfilò davanti a casa in processione quel bel giorno che due file ordinate di soldati vestiti non del colore della morte né del sangue ma della nostra buona terra della bassa, a fiancheggiare il festante sferragliare di un carrarmato alleato, e noi con mio papà a offrir bottiglie di bianco spumeggiante, ma "loro" ringraziavano!

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  • eleonid

    25 Aprile 2019 - 13:01

    Mi rivolgo ai giovani rivoluzionari politici che sono al governo. Potete twettare quello che vi pare per dimostrarvi moderni e quindi non con propositi illiberali. Ma non riconoscere la ricorrenza della liberazione del nostro paese non fa di voi dei veri patrioti che combattano per la libertà e la democrazia. Non è sufficiente dire vergognatevi perché il risentimento della vergogna si rivolge a chi sa quello che sta facendo. Invece credo che voi non vi rendiate conto di quello che dichiarate e che vorreste fare.

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