“Noi rom, presi in mezzo tra business dei campi e propaganda”

Maurizio Stefanini

Parla Santino Spinelli, musicista e professore di etnia rom: “Chi sbaglia è giusto che paghi, ma la povertà non è una colpa”

Roma. “I fatti di Torre Maura? Purtroppo rom e sinti continuano a essere presi in mezzo. Da una parte ci sono quelli che fanno business economico sui campi nomadi: un becero assistenzialismo da superare, perché crea solo problemi. Dall’altra quelli che poi su questi problemi fanno business politico, cercando voti con le guerre tra poveri”. Musicista con il nome di arte di Alexian, compositore e poeta, Santino Spinelli è un italiano di etnia rom che ha due lauree e che è stato docente alle università di Trieste, di Chieti e di Teramo, oltre che al Politecnico di Torino. Ed è stato anche proposto per la nomina a senatore a vita in una petizione al presidente della Repubblica. Ma lui tiene a commentare: “Non mi vanto delle mie due lauree, di un diploma di conservatorio e di una cittadinanza onoraria. Io mi vanto che a 54 anni la mia fedina penale è ancora intonsa!”.

 

Una precisazione che sente il bisogno di fare nel momento in cui, dice al Foglio, “di rom e sinti si torna a parlare per fatti di cronaca tra i più tristi, e non per l’arte e cultura che hanno portato in Europa da quando nel Quattrocento sono arrivati”. Proprio in questo momento è impegnato nella preparazione di due concerti che per la Giornata Mondiale dei rom e sinti si terranno l’8 aprile al Teatro Lirico di Cagliari e il 9 aprile all’Auditorium del Conservatorio, con il suo Alexian Group e l’Orchestra Europea per la Pace. “Con i nostri strumenti e il nostro modo di fare musica, noi rom e sinti abbiano arricchito la musica europea. Nel periodo romantico, quando sono nati i concetti di nazione, di folklore locale e di radici culturali, rom e sinti sono stati presi addirittura come modelli. In questo concerto proponiamo però il contrario: non più la musica rom assimilata dai compositori europei per essere messa al servizio della musica classica, ma musica sinfonica che accompagna un complesso rom. Un concerto europeo per veicolare i valori positivi di una Europa unita, solidale e senza discriminazioni”.

 

E però di rom si torna invece a parlare per una sommossa. “Ogni persona merita rispetto, fino a quando non sbaglia. Se sbaglia, è giusto che paghi. E chi non ha i titoli per stare da noi è giusto che venga mandato via. Ma le persone che sono state aggredite a Roma che colpa avevano? Di essere povere?”. Vengono collegate a un tipo di comportamenti marginali per cui quando vengono stanziate in un luogo i residenti protestano e ottengono di farli trasferire in un altro luogo dove altri residenti protestano, e così all’infinito… “Il rom ricco non crea problemi. In Italia ci sono 50.000 rom integrati che sono cittadini italiani, vivono in case e lavorano onestamente. Il problema lo crea la povertà. Senza essere un politico ma solo come persona sensibile, dico che per risolvere certi problemi non ci vuole la violenza, ma il buon senso”.

 

Ma come si esce dal circolo vizioso tra uno sgombero e un altro? “Dando alternative. Finora gli sgomberi sono serviti solo ad associazioni e ditte che ricevendo soldi per occuparsi di campi nomadi non hanno alcun interesse a risolvere il problema. Religiose o laiche che siano, sopravvivono solo se il problema continua. Io sono trent’anni che con i miei libri e i miei articoli denuncio quella che ho chiamato Ziganopoli, la Tangentopoli dei campi nomadi. Basterebbe utilizzare per l’integrazione una parte minore dei fondi europei che vengono sperperati in assistenzialismo deleterio, e il problema non ci sarebbe più. Ma evidentemente non c’è la volontà politica, e ci sono invece precisi interessi. Rom e sinti per cultura non sono affatto nomadi, non hanno bisogno di campi nomadi. Quelli che sono venuti qui per povertà e stanno qui, nei campi in Romania o nella ex-Jugoslavia vivevano in case”. Giorgia Meloni ha però detto che i nomadi devono nomadare. “Dimostrando così la sua totale incultura e non conoscenza del tema”. Oltre che con Ziganopoli e con la Meloni, Spinelli ha polemizzato anche con Salvini... “Che sui rom fa solo la sua propaganda personalizzata. Uno di quei tipici politici italiani a cui non interessa risolvere i problemi ma solo avere consenso. La Campagna elettorale è finita da tempo, ma lui la continua”.

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