Raggi usa l'incendio al Ponte di Ferro per fare propaganda

Il M5s avvia subito la macchina del complottismo, sindaca e vicesindaco violano il silenzio elettorale. La polemica con FdI. Lo stato dell'infrastruttura, il punto delle indagini e le conseguenze su viabilità e servizi

 L'ultimo caso di cronaca, quello dell'incendio avvenuto domenica al ponte dell'Industria del quartiere Ostiense a Roma, conosciuto dai romani come ponte di Ferro, ha riaperto la polemica politica: il sindaco uscente, Virginia Raggi e diversi esponenti di maggioranza e opposizione hanno commentato l'episodio e sospeso di fatto il silenzio elettorale richiesto dalla legge. La coincidenza temporale tra le elezioni comunali e l'incidente scatena il complottismo della sindaca, che scrive su Twitter: "Sono scomoda".

   

  

Quella di insinuare il sospetto è una strategia che piace anche ad altri esponenti grillini. Il vicesindaco Pietro Calabrese su Facebook scrive: "Accade oggi, quando a Roma si vota per la riconferma di Virginia Raggi a sindaca della Capitale dopo un quinquennio con incendi di tutti i tipi, mentre veniva ripristinata la legalità e risanate le casse coi soldi di ogni romana e romano, senza fare sconti a nessuno". "Il disastro sul Ponte di Ferro della scorsa notte evoca un'inquietante coincidenza rispetto ai numerosi episodi di incendi che si sono susseguiti nel corso di questi 5 anni di Amministrazione Raggi", dichiara Vittoria Baldino, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. E il deputato Cinque stelle Marco Bella vuole presentare un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Lamorgese "per fare luce sull'incendio", perché - scrive - "Quello che é accaduto ieri notte a Roma alla vigilia del voto delle amministrative non può passare inosservato". Secondo Bella, "Bisogna conoscere quanto prima perché è divampato il rogo in un luogo simbolo per la città di Roma, il Ponte dell'Industria, anche per mettere a tacere i sospetti che si leggono in rete su questa coincidenza, un disastro avvenuto a poche ore dall'apertura delle urne. Sospetti che diventano ancor di più preoccupanti se venissero confermate alcune voci che parlano un'insolita dinamica di come sia partito l'incendio". 

    

        
Gli attacchi da destra

"Una nazione allo sbando dove regna l'illegalità grazie al ministro dell'Interno Lamorgese. Una città nel pieno degrado grazie alla giunta Raggi. Il risultato è la Capitale d'Italia che crolla. In tutti i sensi", scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, alimentando la polemica politica (e nonostante il silenzio elettorale, che sui social network non è contemplato). 

"Nei mesi scorsi come consigliera dell'VIII municipio ho presentato un atto di risoluzione che chiedeva la messa in sicurezza del Ponte di Ferro perché, anche secondo i cittadini che lo percorrevano quotidianamente, si trovava in uno stato preoccupante di degrado e abbandono. Purtroppo però il municipio non fece nulla", dichiara Raffaella Rosati, candidata di Fratelli d'Italia

"L'incendio del Ponte dell'Industria rappresenta l'ultimo capitolo del disastro e dell'abbandono di Roma nell'era Raggi. Quasi un tragico segno al termine di cinque anni di incapacità, di incompetenza, in sostanza cinque anni di grillismo", attacca il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri

  

Le indagini sull'incendio al ponte di Ferro

In realtà al momento chi indaga non sospetta un incendio doloso. Sotto il ponte dell'Industria ci sono alcune baracche di persone senza tetto che usano bombole del gas per cucinare. Secondo alcune testimonianze al vaglio, le fiamme si sarebbero propagate proprio da lì. "Abbiamo sentito uno scoppio, la puzza di gomma bruciata e di gas. Subito è andata via la luce e siamo scesi in strada", racconta all'Ansa uno dei condomini di un palazzo di riva Ostiense a pochi metri dal ponte di Ferro. "Si sono sentite anche delle grida di aiuto venire dagli accampamenti lungo il Tevere - racconta un altro - poi abbiamo visto le fiamme. Pian piano abbiamo visto il rogo crescere e avvolgere il ponte".

  

       

"Quando siamo arrivati sul posto, quattro minuti dopo la chiamata alla sala operativa, le fiamme già avvolgevano il ponte", racconta all'Adnkronos uno dei vigili del fuoco intervenuti ieri sera. "La gente in strada ha sentito urla dai margini del fiume, segno che chi viveva nei giacigli era ancora lì quando l'incendio è divampato. Provavamo a domare il fuoco ma a contatto con l'acqua le tubature esplodevano. Per questo lo spegnimento vero e proprio è potuto iniziare concretamente solo dopo che è arrivato il segnale di disalimentazioni delle linee elettriche che passavano sul ponte secondario". Le fiamme, divampate con una violenza che ha avvolto l'intero corridoio dei servizi, sono state agevolate dalle sterpaglie secche e dall'immondizia alla base del ponte, oltre alla presenza delle tubature di corrente elettrica.

  

        

 

Traffico e servizi a Roma, dopo l'incendio al ponte dell'Industria

Alcune parti esterne del ponte sono crollate nel Tevere anche se la struttura comunque è restata in piedi. All'indomani dell'incendio, restano i vigili del fuoco e i vigili urbani a presidiare l'area, circondata da transenne. Un portavoce Italgas informa che "dalle verifiche condotte già nelle prime ore della mattinata, le condotte del gas che corrono lungo il ponte di ferro all'Ostiense, prontamente isolate chiudendo le valvole a monte e a valle, non hanno subito danni dall'incendio né lo hanno alimentato. Il servizio di distribuzione del gas nella zona prosegue regolarmente". 

  

    

Per adesso resta il problema del traffico, dato che il ponte collega due zone nevralgiche della Capitale, quella di Marconi e Ostiense. Il Campidoglio ha attivato il Centro operativo comunale, con la protezione civile al lavoro per attivare servizi sostitutivi nella zona. La Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino ha emesso un'ordinanza urgente con misure di interdizione alla navigazione e allo stazionamento di un tratto del Tevere all'altezza del ponte di Ferro.

Sul ponte, chiuso al transito da ieri notte e presidiato dalla polizia locale, è in corso una prima verifica statica da parte dei vigili del fuoco. Verranno eseguiti anche accertamenti sulla staticità dei metalli. Alle verifiche seguiranno poi i lavori di riadeguamento degli impianti e il ripristino delle parti crollate.