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Grazia a Bossi, Lega ciao

Il colpo di spugna di Sergio Mattarella alla pena detentiva che Umberto Bossi doveva ancora espiare è la certificazione che la Lega del Senatùr non c’è più

6 Dicembre 2019 alle 06:01

Grazia a Bossi, Lega ciao

Umberto Bossi (foto LaPresse)

Poi uno la mattina si mette di buzzo buono a leggersi l’articolessa di Gad Lerner sul congresso natalizio e misterioso (ne saprà di più la Madonna di Medjugorje?) che liquiderà la cara vecchia Lega Nord per l’indipendenza della Padania. O forse ne farà due, ma una sarà probabilmente la bad company con accollo dei 49 famosi milioni, e l’altra invece più bella e sovranista di pria. E insomma uno fa la sua bella fatica, la mattina, per capire alla fine quel che sapeva già da un pezzo: che la Lega nordista e indipendentista, o fosse pure federalista, del vecchio Senatùr non esiste più. Poi arriva il pomeriggio, e dal Quirinale piove la notizia che, in poche righe, fa la sintesi di tutto quanto. Sergio Mattarella, il presidente buono, ha concesso la grazia a Umberto Bossi, a riguardo della pena detentiva che ancora dovrebbe espiare (un anno di reclusione) per il delitto di “offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica”, il caro vecchio vilipendio, per aver dato nel 2011 del “terùn”, facendo pure le corna, a Giorgio Napolitano. Il tempo passa, Napolitano aveva fatto sapere di non avere “alcun motivo di risentimento” e Mattarella è saggio. Ma più che altro, è la certificazione che la Lega di Bossi non c’è più, la Padania nemmeno, niente più minaccia, Salvini vuole bene a tutti i “prima gli italiani” e al malandato Senatùr tocca andare in carrozzella a Via Bellerio per implorare il Capitano: “Non uccidete la Lega Nord”. Mattarella ha sancito un grazioso parce sepulto. E noi, a saperlo prima, ci risparmiavamo l’articolessa di Gad Lerner.

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Commenti all'articolo

  • zatopek

    09 Dicembre 2019 - 13:55

    Secondo me, la Lega, zitta zitta sta cambiando pelle, ma non l’obiettivo della secessione. Nel congresso «fra carbonari» modificano lo statuto del quale si sa poco. Si sa (vedi Lerner) che sarà "movimento politico confederale" che ha per finalità "la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato Federale». La novità è che la Lega vuole lo Stato italiano suddiviso in regioni-Stato autonome e federate («ognuno padrone a casa propria»), pronte ad andare ognuno per la propria strada. L’autonomia differenziata non gli basta più. Gli Italiani che tengono alla integrità della nazione (Giorgia Meloni compresa) dovrebbero diffidare di Salvini.

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  • Giovanni Attinà

    06 Dicembre 2019 - 10:03

    Non è certo l'epiteto di "terun" e la scelta di concedere la grazia a Umberto Bossi per averlo detto nei riguardi di Napolitano a sancire la "morte" della vecchia Lega Nord, anche se il "sogno" della Padania rimane, visto l'affannarsi di vecchi leghisti per mantenerlo nello statuto. Oggi il partito veleggia verso indice di gradimento impensabili con lo slogan "primi gli italiani" sull'onda della sicurezza e dell'immigrazione. Ma il programma della Lega attuale, classificato di destra e non più costola della sinistra, come dichiarava D'Alema, non è che sia chiaro, se non di cavalcare la conquista del potere. In ogni caso anche l'episodio bossiano evidenzia , e lo scrivo da italiano, orgoglioso di esserlo e di origine meridionale, come noi italiani non abbiamo la memoria storica, viviamo solo nell'oggi,

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