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Meloni, ciao bella

I commissari europei socialisti cantano Bella Ciao. La leader di Fratelli d'Italia twitta: “Solo io reputo scandaloso questo ridicolo teatrino?” Non sappiamo se lo trovi solo lei, ma tendenzialmente sì

5 Dicembre 2019 alle 06:00

Meloni, ciao bella

Giorgia Meloni (foto LaPresse)

“Solo io reputo scandaloso questo ridicolo teatrino da parte delle più alte istituzioni europee?”. Il teatrino era in realtà uno spettacolino, o un interludio, canoro. Già difficile classificarlo come non commendevole, “scandaloso” è fuori di senso. Si può al massimo obiettare che è un inutile oltraggio all’estetica. Si tratta, per farla breve dell’esibizione canora, starring Paolo Gentiloni commissario europeo agli Affari economici, di alcuni esponenti del gruppo dei socialisti e democratici europei che hanno cantato Bella Ciao in una zona morta dei lavori al Parlamento europeo.

 

 

“Solo io reputo scandaloso questo ridicolo teatrino da parte delle più alte istituzioni europee? Non hanno nulla di più importante di cui occuparsi?”. E’ stato il commento via Twitter di @GiorgiaMeloni. Non sappiamo se lo trovi solo lei, ma tendenzialmente sì. E pour cause. Primo, Bella ciao è una canzone ormai così destituita di significato politico – diluizione semantica, direbbero i linguisti – che la possono cantare in chiesa, all’asilo e pure degli europarlamentari de sinistra o le sardine, tanto ha il sapore neutro di un chewing gum masticato. Ma in secondo, e più importante, luogo: Meloni fa parte di un partito che vuole, fortissimamente vuole andare al governo con un partito di cui un parlamentare particolarmente idiota ha interrotto i lavori d’Aula per fare una (pure finta) proposta di matrimonio. Non aveva nulla di più importante di cui occuparsi? Infine, trattasi della stessa Meloni che, anziché occuparsi del bene del paese, è andata da Myrta Merlino a cantare quella specie di canzoncina che sapete, “Io sono Giorgia” eccetera. Nessuno lo trova ridicolo, questo scandaloso teatrino?

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    06 Dicembre 2019 - 16:45

    Bella ciao è ilcanto di coloro che ancora credono che la distruzione de fascismo e la cacciata dei nazisti nel 1945 fu opera dei partigiani e non panzer dei generali Patton y Montgomery.Ullallà ,il fascino delle favole.

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  • cesare battisti

    05 Dicembre 2019 - 20:58

    Ma che è sta bbellaciao? Una cosa? Un soprammobile? Il maschio eroe e la femmina a casa! Sporchi sessisti! E quel maschilista di Degregorio che si fa fare l'amore dalle infermiere? cosa aspettate a rovinarlo e non fargli fare più concerti? Così ilfiorellino della buonanotte non glielo danno più! Viva il mitù!

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  • davide.lopre

    05 Dicembre 2019 - 10:32

    Articolo orribile: bella ciao rappresenta l'immagine sinistra, l'incarnazione sbagliata di una libertà che non era nei progetti di chi la cantava e dispiace molto che deva essere la Meloni a dirci queste cose. Per carità sembrano banalità ma il Foglio che combatte da anni contro un certo tipo di falsa cultura, di retaggi sbagliati, giustizialismo, populismo , mafia capitale, trattativa stato-mafia, circo mediatico giud. etc etc pubblica un articolo da "giornalista collettivo". Sempre devoto al foglio che è sicura garanzia di pluralismo:

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  • In77rn

    05 Dicembre 2019 - 07:20

    In effetti in base al principio cardine della nostra vita pubblica (l'ipocrisia) se una roba la fanno i campioni del politicamente corretto è corretta per dogma, mentre se solo la pensano gli altri diventa reato capitale. Fatta questa premessa, e dato per assodato che il Bella Ciao è l'inno dei tutti contro chi vorrebbe governare dando un senso compiuto al proprio incarico, allora sì, la Meloni ha torto. Viva le sardine, ma che bellezza! Anzi, ma che bella ciao!

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