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Jan e Veneziani (buuu!)

C'è chi è stato anticomunista per la libertà (Jan Palach) e chi perché era fascista (Marcello Veneziani) 

18 Gennaio 2019 alle 06:00

Jan e Veneziani (buuu!)

I carrarmati sovietici reprimono i manifestanti a Praga nel 1968 (Foto LaPresse)

Cosa facesse Marcello Veneziani dieci anni fa (#10yearschallenge) non saprei. Mi ricordo solo che nel 2015 “praticava una forma particolarissima, soprattutto inedita di outing” (Corriere) raccontando che la sua (ex) moglie gli rubava i libri da casa e poi li bruciava. Un’altra cosa che ricordo è cosa faceva #50yearschallenge Jan Palach: si dava fuoco a Praga. Non ai suoi libri, proprio a se stesso. In nome della libertà. Forse, nei libri bruciati di Veneziani, questa memoria s’è invece persa. Altrimenti vuol dire che non li aveva mai davvero letti, tutti i suoi libroni di intellettuale non organico e contro il totalitarismo comunista. Oppure non li ha capiti.

 

Sul Panorama belpietrizzato, Veneziani ha scritto, è riuscito a scrivere, che Jan Palach era un eroe ante litteram del sovranismo. Sì insomma, non s’è immolato perché c’erano i carri armati dell’Unione sovietica a soffocare la Primavera, ma perché era oppresso il “suo” popolo. C’è del vero, come in tutte le interpretazioni letteraliste: il gruppetto dei suoi amici si chiamava “Patria e Libertà”. Ma è falso, come ogni letteralismo. E ancora peggio è dire, oggi, che non combatteva a favore della “globalizzazione” (sic). Si chiama anacronismo, o più propriamente cazzata. E invece, scrive Veneziani, oggi i globalisti europeisti sono imbarazzati a ricordare quell’eroe, perché la sua fiamma brucia ancora nel vento sovranista. Dice che per questo sono imbarazzati anche a Praga. Ma che vergogna: lì sono imbarazzati perché, ultimamente, tifano quel campione della democrazia di Putin. Veneziani: uno di quelli che facevano gli anticomunisti, ma non per la libertà. Perché era fascista.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    18 Gennaio 2019 - 15:03

    Il comunismo con la sua internazionale è stato (è) una tremenda forma di globalizzazione

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  • Giovanni Attinà

    18 Gennaio 2019 - 10:10

    Ho stima di Marcello Veneziani come intellettuale controcorrente, tra l'altro non molto amato nell'area di centrodestra. Basta ricordarsi delle vicende di"Italia Settimanale", un periodico controcorrente e ben fatto. Su quello che ha scritto di Jan Palach non lo condivido: il giovane cecoslovacco si bruciò per protestare contro la presenza dell'Unione Sovietica nella sua patria. Un sacrificio che dovrebbe essere celebrato in tutte le ricorrenze come protesta contro le dittature. Sul sovranismo, populismo, etc per il vero c'è una certa confusione , ma inneggiare a Orban e ai vari Putin rimane il mistero di tanti intellettuali. Invece la libertà , le regole della democrazia vanno sempre osannate, senza cercare di salire sul carro di presunti vincitori con il vento in poppa.

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  • stearm

    18 Gennaio 2019 - 09:09

    Magari la moglie di Veneziani avrà bruciato il libro che scrisse Jules Venda nel 1927 sul tradimento degli intellettuali.

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