Matteo Salvini

Babbo Natale e altre cose inesistenti: Salvini premier

Maurizio Crippa

Non ci saranno candidati premier, nel nord-sud-ovest-est dell’Italia del 2018. E se anche ce ne fosse uno, non sarà lui

Oltre a Babbo Natale; oltre ai messaggi hard del sindaco di Mantova (godetevi la sbrisolona di @michimas); oltre alla Spagna, comunque e in quanto espressione geografica; oltre alle “potenzialità di conseguire l’obiettivo di ricostruire un centrosinistra innovativo e in discontinuità” con cui la Boldrini è scesa in campo per Liberi e Uguali (ci scusi la presidenta, ma non abbiamo nei font le foglioline per il femminile); oltre ai soldi che pensavate di aver già fatto con i Bitcoin; oltre alla segretaria della Lega di Arcore, secondo cui “il presepe è tradizione, cultura e identità, anche spirituale, della nostra terra e della nostra gente”, dunque meglio non farlo.

 

Oltre a tutto questo insomma, e a molto altro che qui ci sfugge, ci sono due cose che alla vigilia di questo Santo Natale 2017 non esistono, non esistono proprio. Ne abbiamo le prove. Matteo Salvini (lui esiste, sì) è finalmente riuscito a togliere dal simbolo del suo partito la parola Nord. Era ora. Perché il Nord, come lo intendeva lui, non è mai esistito, era un’illusione ottica. L’altra cosa, è che nel simbolo orfano del punto cardinale il Matteo ci ha infilato questo: “Salvini premier”.

  

Il che, per chiunque abbia capito, o anche no, come funziona il Rosatellum è una cosa che proprio non esiste. Non ci saranno candidati premier, nel nord-sud-ovest-est dell’Italia del 2018. E se anche ce ne fosse uno, non sarà lui. Ma questo non c’è bisogno di consultare l’oroscopo per capirlo: basta sapere come la pensa il Cav., che invece esiste. Eccome se esiste.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"