Nel Regno Unito le cattedrali vengono convertite in campi da golf

Giulio Meotti

Accade a Rochester, la seconda chiesa più antica d’Inghilterra (VI secolo). Un rapporto intanto parla di una presenza cristiana dimezzata in una generazione

Roma. Ha scritto Michel Onfray in “Decadenza” che l’avventura della Sagrada Familia di Barcellona è emblematica: “Decisa e cominciata nel XIX secolo, continuata ma mai riuscita a essere terminata nel XX secolo, comunque benedetta da un Papa che ha abdicato nel XXI secolo, e poi teatro di un attentato islamista fortunatamente sventato, è un concentrato della storia del cristianesimo decadente”. Ma soltanto perché il declinologo Onfray non aveva ancora visto quello che da ieri sta succedendo alla Cattedrale di Rochester, la città dove Charles Dickens ambientò molti dei suoi romanzi, una cattedrale con sovrapposizione di stili normanno-romanico e gotico e che vanta il più bel portale di tutta l’Inghilterra e le rovine del chiostro dell’antica abbazia, particolarmente affascinanti. Fondata nel VI secolo, Rochester ha la seconda chiesa più antica d’Inghilterra, dopo Canterbury.

  

 

“Apre oggi! Sfida i tuoi amici o la tua famiglia a una partita di Adventure Golf nella nostra attività gratuita”. L’annuncio è apparso sui canali social della cattedrale. E’ il campo da mini golf più insolito del Kent e da ieri si trova nella navata della cattedrale di Rochester. Ha dichiarato Rachel Phillips della diocesi anglicana: “Per oltre 1.400 anni, la cattedrale di Rochester è stata un centro di apprendimento per la comunità. Installando un campo da golf, puntiamo a continuare quella missione, dando alle persone l’opportunità di imparare mentre prendono parte a un’attività divertente”. Nove le buche, ognuna accompagnata da un modello diverso di ponte.

 

La vicenda di Rochester arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di un nuovo rapporto sulla fine del cristianesimo nel Regno Unito. La presenza cristiana si è dimezzata in Gran Bretagna in 35 anni con solo una persona su tre che oggi si identifica tale, mentre l’ateismo e l’islam continuano a crescere. Le cifre, pubblicate dal British Social Attitudes Survey, parlano di un 38 per cento che oggi si dice formalmente cristiano, un calo dal 50 per cento dal 2008 e del 66 per cento dal 1983. Nello stesso periodo i musulmani sono sestuplicati. Nancy Kelley, vicedirettore generale di NatCen, ha affermato che il costante declino della religione cristiana è “una delle tendenze più importanti nella storia del Dopoguerra”.

 

Il livello di atrofia dell’anglicanesimo è tale che nel corso dei prossimi trent’anni esso finirà per annullarsi. Mark Almond sul Guardian l’ha definita “la strana morte dell’Inghilterra protestante”. E’ di tre anni fa la notizia che “metà delle cattedrali anglicane sono a rischio chiusura”. Lo ha rivelato la Bbc, raccogliendo la denuncia-choc di Adrian Newman, arcivescovo di Stepney: “Metà delle cattedrali affrontano sfide economiche e non è inimmaginabile che debbano affrontare una situazione disperata”. Il rischio è di dover serrare un certo numero di cattedrali. Perché allora non convertirne le antichissime navate in campi da golf?

 

Lo scorso febbraio, la chiesa anglicana ha anche “cancellato” la natura della domenica quale “giorno sacro” in una modifica al decalogo di regole risalente a 400 anni fa. Nelle chiese inglesi la domenica niente più obbligo di “messe solenni”, ma “sobrie e brevi”, uguali al resto della settimana. Il motivo? Una “crisi senza precedenti della partecipazione popolare alla messa domenicale”, come ha detto il Sinodo generale della Church of England.

 

Un anno fa, il Met Gala di New York dedicato alla “moda e immaginario cattolico”, con Rihanna vestita da papessa, il cardinale Timothy Dolan con George Clooney e Madonna che canta “Like a Prayer”. E non avevamo visto ancora Rochester. Ha ragione Tim Stanley del Telegraph quando scrive che “la cristianità occidentale ha un desiderio di morte. Ci sono dei chierici che inconsciamente vedono il declino come una specie di grazia. Il cristianesimo occidentale non si sta estinguendo per cause naturali o un omicidio; si sta suicidando”. Alla nona buca.

  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.