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Nel Regno Unito le cattedrali vengono convertite in campi da golf

Accade a Rochester, la seconda chiesa più antica d’Inghilterra (VI secolo). Un rapporto intanto parla di una presenza cristiana dimezzata in una generazione

30 Luglio 2019 alle 12:02

Nel Regno Unito le cattedrali vengono convertite in campi da golf

La navata della cattedrale di Rochester adibita a campo da mini golf (foto Twitter @RochesterCathed)

Roma. Ha scritto Michel Onfray in “Decadenza” che l’avventura della Sagrada Familia di Barcellona è emblematica: “Decisa e cominciata nel XIX secolo, continuata ma mai riuscita a essere terminata nel XX secolo, comunque benedetta da un Papa che ha abdicato nel XXI secolo, e poi teatro di un attentato islamista fortunatamente sventato, è un concentrato della storia del cristianesimo decadente”. Ma soltanto perché il declinologo Onfray non aveva ancora visto quello che da ieri sta succedendo alla Cattedrale di Rochester, la città dove Charles Dickens ambientò molti dei suoi romanzi, una cattedrale con sovrapposizione di stili normanno-romanico e gotico e che vanta il più bel portale di tutta l’Inghilterra e le rovine del chiostro dell’antica abbazia, particolarmente affascinanti. Fondata nel VI secolo, Rochester ha la seconda chiesa più antica d’Inghilterra, dopo Canterbury.

  

 

“Apre oggi! Sfida i tuoi amici o la tua famiglia a una partita di Adventure Golf nella nostra attività gratuita”. L’annuncio è apparso sui canali social della cattedrale. E’ il campo da mini golf più insolito del Kent e da ieri si trova nella navata della cattedrale di Rochester. Ha dichiarato Rachel Phillips della diocesi anglicana: “Per oltre 1.400 anni, la cattedrale di Rochester è stata un centro di apprendimento per la comunità. Installando un campo da golf, puntiamo a continuare quella missione, dando alle persone l’opportunità di imparare mentre prendono parte a un’attività divertente”. Nove le buche, ognuna accompagnata da un modello diverso di ponte.

 

La vicenda di Rochester arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di un nuovo rapporto sulla fine del cristianesimo nel Regno Unito. La presenza cristiana si è dimezzata in Gran Bretagna in 35 anni con solo una persona su tre che oggi si identifica tale, mentre l’ateismo e l’islam continuano a crescere. Le cifre, pubblicate dal British Social Attitudes Survey, parlano di un 38 per cento che oggi si dice formalmente cristiano, un calo dal 50 per cento dal 2008 e del 66 per cento dal 1983. Nello stesso periodo i musulmani sono sestuplicati. Nancy Kelley, vicedirettore generale di NatCen, ha affermato che il costante declino della religione cristiana è “una delle tendenze più importanti nella storia del Dopoguerra”.

 

Il livello di atrofia dell’anglicanesimo è tale che nel corso dei prossimi trent’anni esso finirà per annullarsi. Mark Almond sul Guardian l’ha definita “la strana morte dell’Inghilterra protestante”. E’ di tre anni fa la notizia che “metà delle cattedrali anglicane sono a rischio chiusura”. Lo ha rivelato la Bbc, raccogliendo la denuncia-choc di Adrian Newman, arcivescovo di Stepney: “Metà delle cattedrali affrontano sfide economiche e non è inimmaginabile che debbano affrontare una situazione disperata”. Il rischio è di dover serrare un certo numero di cattedrali. Perché allora non convertirne le antichissime navate in campi da golf?

 

Lo scorso febbraio, la chiesa anglicana ha anche “cancellato” la natura della domenica quale “giorno sacro” in una modifica al decalogo di regole risalente a 400 anni fa. Nelle chiese inglesi la domenica niente più obbligo di “messe solenni”, ma “sobrie e brevi”, uguali al resto della settimana. Il motivo? Una “crisi senza precedenti della partecipazione popolare alla messa domenicale”, come ha detto il Sinodo generale della Church of England.

 

Un anno fa, il Met Gala di New York dedicato alla “moda e immaginario cattolico”, con Rihanna vestita da papessa, il cardinale Timothy Dolan con George Clooney e Madonna che canta “Like a Prayer”. E non avevamo visto ancora Rochester. Ha ragione Tim Stanley del Telegraph quando scrive che “la cristianità occidentale ha un desiderio di morte. Ci sono dei chierici che inconsciamente vedono il declino come una specie di grazia. Il cristianesimo occidentale non si sta estinguendo per cause naturali o un omicidio; si sta suicidando”. Alla nona buca.

Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • Bacos50

    31 Luglio 2019 - 09:09

    Non solo. Il vero ariete è l’emancipazione degli usi e dei costumi delle nuove generazioni in seno alla società. Ciò che è accaduto nel mondo occidentale negli ultimi cinquant’anni si ripeterà un po’ più lentamente ne l’Islam in cui il potere è ancora di natura teocratica, ma accadrà. Del resto una buona percentuale dei giovani musulmani fa uso di alcolici, di droghe e scopre i piaceri di una sessualità meno ingessata.

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  • Dario

    Dario

    30 Luglio 2019 - 23:11

    Il consumismo si è mangiato il cristianesimo, e si mangerà anche l'islam. È solo questione di tempo.

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  • Bacos50

    30 Luglio 2019 - 18:06

    In 35 anni la presenza cristiana si è dimezzata e soltanto uno su tre si identifica tale. Mentre ateismo e islam crescono. Sarebbe interessante sapere se l’islam cresce perché aumentano le conversioni per libera scelta da altre religioni o soltanto perché aumentano le persone musulmane che giungono da fuori o per le nascite in ambito familiare. La motivazione di questo incremento è importante: per noi occidentali è facile pur se nati in una famiglia cattolica dire di non sentirci più tali ma non so fino a che punto un giovane nato in una famiglia musulmana possa decidere e affermare di rinnegare la religione di famiglia.

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