cerca

L’inutile ostentazione ideologica del crocifisso

Il ddl leghista è il modo sbagliato per riaffermare l’identità cristiana

25 Luglio 2018 alle 21:12

L’inutile ostentazione ideologica del crocifisso

Foto LaPresse

Più che la copertina del nuovo numero di Famiglia Cristiana con il profilo di Matteo Salvini e l’eloquente “Vade retro”, a far discutere è il disegno di legge leghista che dispone l’obbligo di esporre il crocifisso in uffici, scuole, ospedali, porti e aeroporti, “in luogo elevato e ben visibile” – pena multa fino a mille euro. Un ddl che ha ben poco a che fare con la riaffermazione di un’identità cristiana nel deserto secolarizzato dell’occidente, dove a sempre più persone quella croce dice ben poco.

 

  

E’ l’ostentazione inutile di un simbolo da usare in guerricciole politiche che sconfinano inevitabilmente nella banalizzazione ideologica di ciò che quel segno rappresenta per chi ha fede. Il cristianesimo è una proposta di vita, non una squadra di calcio da tifare esibendo di tanto in tanto il relativo gagliardetto. Nel testo del provvedimento si legge che “rispettare le minoranze non vuole dire rinunciare, delegittimare o cambiare i simboli e i valori che sono parte integrante della nostra storia, della cultura e delle tradizioni del nostro paese”. Ecco, appunto, la banalizzazione: il crocifisso ridotto a segno di “una tradizione” diversa da quella delle “minoranze”. E’ la stessa ideologia che muove, dall’altra parte della barricata, i devoti alla sacra laïcité, indefessi elaboratori di dispositivi legislativi e ordinanze finalizzate a rimuovere le croci dai gonfaloni municipali (come a Tolosa), a spostare di qualche metro le statue della Madonna perché ree di stare su suolo pubblico e a silenziare le campane. Non c’è differenza: il furore è lo stesso, il travisamento di ciò che la croce significa è identico.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • gheron

    26 Luglio 2018 - 18:06

    La copertina di Famiglia Cristiana? Manca Marco, parafrasato: "Sinite migrantes ad me venire"...Per loro ci sarà un posto da accattone dinanzi a supermercati, chiese,cimiteri; da prostitute su tangenziali e provinciali; in mano alla criminalità organizzata per lo spaccio di droga e lavoro nei campi. Se ci fosse ancora un don Camillo, pronto a usare la sua doppietta a pallini piccoli piccoli che non uccidono ma un po' male fanno, credo che stavolta il Crocifisso non aprirebbe bocca e lascerebbe fare, stanco di essere sbrodolato in politica da tanti suoi rappresentanti. I quali, ripudiato il silenzioso martirio cristiano, dismessa tonaca con annessi e connessi, indossata maglietta rossa e in mano Il Capitale al posto del Vangelo, preferiscono trombettare sui giornali e in TV, assicurando a se stessi il traguardo del proprio porco comodo e gratificando il vasto pubblico con abbondante fornitura di cetrioli.

    Report

    Rispondi

  • Chichibio

    26 Luglio 2018 - 16:04

    Con una gerarchia cattolica silente davanti a uteri in affitto, omofamiglie, moschee a volontà perché tanto Iddio è lo stesso per tutti, ben venga questa salvinata.

    Report

    Rispondi

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    26 Luglio 2018 - 15:03

    Visto ciò che fa (o meglio non fa) la Chiesa per tentare la ri-evangelizzazione in Italia ed in Europa, meglio questo di niente. La copertina di Famiglia Cristiana (Cristiana?) è una porcheria

    Report

    Rispondi

  • aleborgia

    26 Luglio 2018 - 11:11

    E invece una certa differenza esiste: in un caso il crocefisso c'è, qualunque sia il suo significato per chi lo guarda, e nell'altro invece non c'è. Fermo restando che l'imposizione per legge non è l'ideale, meglio che ci sia, a ricordare a tutti da dove veniamo e grazie a Chi.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi