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Per gli atei bavaresi il crocifisso serve a dare un "imprinting"

La legge che impone il simbolo religioso nei luoghi pubblici non intacca la laicità del paese, tranquillizza il presidente del Land tedesco

26 Aprile 2018 alle 16:53

Per gli atei bavaresi il crocifisso serve a dare un "imprinting"

Una statua a grandezza naturale di Pete Doherty crocifisso, appesa nel 2015 nella chiesa di St Marylebone a Londra come parte di una mostra temporanea

Possono continuare a dormire sonni tranquilli i laici (cioè gli atei) bavaresi: la legge regionale che impone da giugno l'affissione del crocifisso in tutti gli uffici pubblici del Land non ha niente a che vedere con la fede. Si rilassi il capo del partito liberale, Christian Lindner, che ha paragonato la scelta allo statalismo islamico di un Erdogan e ha rivendicato l'aconfessionalità della costituzione. Il presidente della Baviera, il cristiano-sociale Markus Soeder, ha infatti spiegato che la croce non va intesa come "segno di una religione" bensì come "impegno per un'identità, per un imprinting". Ridurre una religione a fenomeno culturale è il difetto che accomuna sia i politici che vogliono negarla in favore della tolleranza (cioè gli indifferenti), sia i politici che vogliono esaltarla per ragioni elettorali cercando di camuffarla da identità nazionale (cioè i paraculo). Quando Gesù fu condannato, Ponzio Pilato fece affiggere in cima alla croce la dicitura "re degli ebrei" nonostante le proteste degli ebrei stessi, rispondendo che aveva scritto ciò che aveva scritto e che la politica non poteva abbassarsi a disamine teologiche. La fede con cui Soeder impone il crocifisso negli uffici pubblici non è quindi il cristianesimo bensì il pilatismo; solo che in cima alla croce, anziché "Inri", ha fatto scrivere "imprinting".

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    25 Luglio 2018 - 23:11

    Scherza coi fanti… A mio parere la trappola non sta nel voler dare al Crocifisso un significato qualsiasi bensì nel voler far credere che al Crocifisso si può dare un significato qualsiasi, diverso da quel che è effettivamente: Dio Crocefisso. Per mia esperienza so che basta farsi un semplice segno della croce per far imbestialire un ateo o sedicente laico, e quando mi lascio fermare dai soliti due testimoni dei Geova, li lascio dire poi ribatto: bene, avete ragione, bravi. Ora diciamo insieme una bella Avemaria… e tanto basta per farli infuriare e battere in ritirata. Provare per credere. Un Crocefisso dice troppo per poter essere ridotto a simbolo diverso da quel che è, troppo potente per lasciar prevalere altri messaggi. Solo satanisti di fatto possono trovare la forza diabolica di profanare il crocefisso. Tra il Bene e il Male tertium non datur, non v'è spazio di neutralità, tranne che nel momento di decisione per l'uno o per l'altro.

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  • perturbabile

    28 Aprile 2018 - 01:01

    Piuttosto arrogante mi pare voler dare l’imprinting’ che si desidera ai figli non propri. Anche come ‘fatto culturale’. Lindner si rilassi si ma non troppo, tenga viva la sua attenzione verso gli ‘imprintingatori’ di ogni fede (o cultura). Fede e ‘cultura’ che appartengono all’individuo e dovrebbero restare fuori dalle istituzioni statali.

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