Sergio Marchionne in visita alla Fiat di Melfi nel 2012 (foto LaPresse)

La Cei non assolve Marchionne: “Interrogativi sui sacrifici da lui richiesti agli operai”

Matteo Matzuzzi

“Andrebbe approfondito il tema della ricaduta sociale dei suoi interventi”, dice mons. Santoro, responsabile per i temi del lavoro della Conferenza episcopale italiana

Roma. Anche la Conferenza episcopale italiana, attraverso il suo responsabile per i temi del lavoro, mons. Filippo Santoro, è intervenuta in queste ore per commentare il lascito di Sergio Marchionne, l'ormai ex amministratore delegato di FCA ricoverato a Zurigo in condizioni gravissime.

 

  

Marchionne, ha detto mons. Santoro alla AdnKronos, “è stata una figura che ha caratterizzato fortemente la politica industriale italiana, in particolar modo dell'ultimo decennio, dimostrando grandi capacità imprenditoriali e dinamismo nelle sue scelte spesso innovative e intelligenti”. Per il presule, arcivescovo di Taranto, “andrebbe semmai approfondito il tema della ricaduta sociale dei suoi interventi. È evidente che Marchionne ha creato nuovi posti di lavoro incentivando l'occupazione, ma andrebbe valutato l'impatto di partenza delle sue azioni in termini di sacrifici richiesti agli operai di diverse fabbriche: su questo specifico aspetto, qualche interrogativo resta forse ancora aperto”.

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  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.