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Cari grillini, chi arriva primo alle elezioni non vince

Il M5s sbaglia a cantare vittoria in Basilicata. Ma anche il Pd di Zingaretti ha poco da festeggiare per il secondo posto 

26 Marzo 2019 alle 06:00

Cari grillini, chi arriva primo alle elezioni non vince

Il leader del M5s, Luigi Di Maio (Foto LaPresse)

Ci risiamo. Al M5s non entra in testa che le elezioni, in una democrazia parlamentare, non funzionano come la Milano-Sanremo. Non è che chi arriva primo vince. A meno che i partiti non siano solo due o ci sia un cospicuo premio di maggioranza, che peraltro può essere per una coalizione. Eppure non si capacitano come di fatto siano arrivati terzi. Gli eletti del centrodestra sommati sono più di loro. Anche quelli di centrosinistra. Possono provare a cambiare la legge elettorale nazionale o, regione per regione, quelle regionali, ma difficilmente ci riusciranno senza avere la maggioranza assoluta da qualche parte. Nessuno voterà con loro, è l’onere della diversità, mettiamola così, anche se si può sostenere che la loro argomentazione è puerile.

 

Non è un gran che nemmeno l’esultanza del Pd per aver raggiunto, coalizzato con altre liste, il secondo posto. È ingiusto prendersela con il povero Zingaretti, che certo non ha potuto preparare lui la lista con il simbolo del partito, ma la sua soddisfazione è fuori luogo. In fondo, nel lasso di tempo fra primarie e insediamento del nuovo segretario, il Pd ha perso tre regioni che governava: Abruzzo, Sardegna e Lucania. Va anche detto che queste lucane sono state elezioni vagamente surreali con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che hanno portato alla vittoria un generale della Guardia di Finanza e il Pd li ha rincorsi con un ex iscritto al Msi.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    26 Marzo 2019 - 09:09

    E forse sarebbe ora di smetterla, almeno nei commenti, di continuare a dire che le elezioni regionali sono elezioni amministrative locali, laddove si eleggono governatori e conisigli regionali legiferanti. E soprattutto sono elezioni alle cui campagne elettorali sono ovunque protagonisti i leader politici nazionali che nei comizi chiedono il voto ponendo in primo piano proposte. E temi dell’agenda politica nazionale. Senza contare poi che, guarda caso, i risultati delle cosiddette elezioni locali sono assolutamente coerenti in termini di voti percentuali per ciascuna forza politica con i trend rilevati dai più attendibili sondaggi riferiti alle intenzioni di voto degli italiani sul piano politico nazionale. Che Salvini e Di Maio dicano che comunque il governo e’ forte e vincente dopo aver raccolto i voti in tutte le elezioni regionali presentandosi agli elettori su liste avversarie ma soprattutto contrapposte e’ altra buffonata che commentatori e analisti non dovrebbero accettare.

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  • giantrombetta

    26 Marzo 2019 - 08:08

    Forse sarebbe il caso di ritornare alla costituzione, laddove sta scritto che la sovranita’ appartiene al popolo, il quale la esercita votando secondo le leggi vigenti. Anche ad un bambino dovrebbe essere ormai chiaro che le uniche leggi elettorali che hanno dimostrato di funzionare, ovvero hanno consentito al popolo di scegliere da chi vuol essere governato e amministrato sono quelle amministrative e regionali, che tra l’altro affidano agli elettori il potere non solo di scegliere la maggioranza politica ma pure di eleggere direttamente sindaci e governatori. Siamo l’unico paese democratico e occidentale ad avere da tempo un premier non votato da alcuno e dal,popolo sovrano mai giudicabile visto che l’uktimo Ha dichiarato che non si candiderà’ mai. Ora abbiamo pure il caso che una larga maggioranza del popolo sovrano vota su tutto il territorio nazionale i governatori candidati dalla coalizione di centro destra, e poi a Roma governano due partiti elettoralmente ovunque contrapposti.

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