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La morte di Sacko mostra già l’inadeguatezza di governo e opposizione

Il giovane migrante ucciso in Calabria, il silenzio del Viminale e l'assenza della sinistra

5 Giugno 2018 alle 06:00

L’uccisione del giovane maliano Soumayla Sacko

Migrante ucciso in Calabria, oggi lo sciopero dei braccianti

L’uccisione del giovane maliano Soumayla Sacko sta mostrando già l’inadeguatezza sia del governo sia dell’opposizione. Gli elementi per iniziative concrete e utili certo non mancano di fronte a un fatto così grave, che va analizzato partendo da due caratteristiche della vittima. Il giovane era in regola con i documenti e lavorava. Per di più era un sindacalista che dunque difendeva le condizioni di lavoro dei suoi compagni. L’omicidio, secondo gli investigatori non ha motivazioni genericamente razziali o xenofobe. Chi ha sparato ha atteso Sacko e due suoi compagni, poi non ha colpito nel mucchio ma, a morte, solo lui.

 

Non serve Sherlock Holmes per valutare come movente più probabile la sua attività sindacale. Più che necessaria, verrebbe da pensare, se i lavoratori vivono in una tendopoli e si approvvigionano di lamiera in una fabbrica abbandonata. C’è materia di intervento per il ministro dell’Interno, che ha uno strumento in più da usare con la legge sul caporalato approvata dal precedente governo. Verificare in modo incisivo come funzionano le cose in proposito nel vibonese, non sarebbe una cattiva idea e sanerebbe una evidente lacuna.

   

Viceversa Salvini ha preferito occuparsi di Tunisia creando un mezzo incidente diplomatico assolutamente inutile. Meglio di lui ha fatto il ministro del lavoro Di Maio che, come primo atto, ha incontrato una delegazione di rider, fattorini senza contratto, come i migranti comparto debole e dimenticato del mercato del lavoro. Quanto alla sinistra farebbe bene a riflettere sul perché Sacko militasse nell’Usb, sindacato che più degli altri si occupa dei lavoratori immigrati ma non ha certo i mezzi e il peso politico della Cgil.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    05 Giugno 2018 - 17:05

    il primo film americano l'ho visto nel 1942 ,ricordo solo il FilmLuce che reclamizzava il nuovo panzer tedesco il Tigre che passava attraverso muri come nel burro. Ebbene ho sempre guardato le immagini di sottofondo e nei film Usa ho visto che nel Pese della libertà e dei diritti ci sono in tutte le città i ghetti dei nei e non ci si deve far ingannare per la promiscuità che i media espongono perchè ci sono neri molto acculturati grandi artisti ecceterà . Anche in Italia paese accogliente con il Papa a braccia aperte,tempo una generazione ci saranno ghetti per neri e questo per un verso sarà positivo ma per l'altro a vedere come la mafia nigeriana si sta espandendo farà rimpiangere i picciotti.

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  • carlo.trinchi

    05 Giugno 2018 - 16:04

    I sindacati più che morti sono implosi e parlarne è peggio che tacere delle loro miserie. Il popolo è allo sbando. Oggi siamo ai Robin Hood, agli Ivanhoe, prendi al ricco e dai al povero senza uno straccio di ragione e giù applausi. Si straparla e giu’ applausi, luoghi comuni e giù altri applausi. I migranti a casa loro e giù boati di apprvazione. Però se quei migranti vengono sfruttati nei campi di pomodori chissenefrega. Li vogliamo mandare a casa loro e, nel mentre, li schiavizziamo a casa nostra. Salvini basta comizi e passi alle cose serie e umanitarie come inviando in quei luoghi le forze dell’ordine che da lei dipendono e faccia giustizia sulla sopraffazione, lo sfruttamento e ristabilisca il significato di essere umano. Anche questo è ministero degli interni, anche la difesa della dignità a prescindere è un suo compito.

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