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Il vecchio cappotto e il dibattito nel Pd

La giacca a vento è ora ritenuta fuori moda eppure quello che successe diciassette anni fa al Lingotto torna utile ancora oggi per il dibattito politico a sinistra

17 Gennaio 2017 alle 05:45

Totò, Peppino e la Malafemmina (1956)

Totò, Peppino e la Malafemmina (1956)

Ieri sera faceva un freddo veramente sgradevole ma sono stato costretto a uscire di casa per motivi improcrastinabili. Stava finendo la scorta di Camel. Ho tirato fuori dall’armadio una vecchia giacca a vento che non mettevo più da tempo, precisamente da quando mio figlio mi disse “Ma come vai in giro? Quella roba non la porta più nessuno nemmeno sulla neve”. L’avevo comprata nel 2000 per andare a Torino a seguire il congresso dei Ds. Tipica sindrome da trasferta al nord di Totò e Peppino. La giacca a vento è ora ritenuta fuori moda eppure quello che successe diciassette anni fa al Lingotto torna utile ancora oggi per il dibattito politico a sinistra. Allora D’Alema era presidente del Consiglio, dopo avere scalzato Prodi, e Veltroni gli era subentrato come segretario del partito. Dopo pochi mesi andò tutto all’aria ma già allora si capiva che la forzatura dalemiana non aveva convinto tutti, a cominciare da Veltroni, che sette anni dopo tornò da segretario di un nuovo partito al Lingotto. Nasceva il Pd, con uno statuto che identificava nella stessa persona segretario e candidato premier. Fu la seconda giubilazione di Prodi, che l’anno prima era tornato a Palazzo Chigi. Da ieri Bersani ha annunciato di essere alla ricerca di un “giovane Prodi”. Non capisco perché mi si debba dire che la mia giacca a vento sia passata di moda.

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